LA PERSONAL SHOPPER

shopping
La mia amica oggi mi ha eletta personal shopper.

Tu sei sempre perfetta, mi ha detto, hai molto gusto nel vestire, nell’abbinare i colori, nello scegliere i gioielli (meglio dire “bigiotteria” perché di gioielli non ne ho tanti mentre lei sì, ne ha di molto preziosi) e tutti gli accessori.

Però, ragazzi, è una fatica. Al mattino devo decidere in anticipo quali abiti indossare per scegliere il trucco. Durante il periodo scolastico devo prendere le decisioni la sera prima perché mio marito si alza dopo di me e io ho tutto in camera, bigiotteria e calze. Avete presente la fatica che si fa dovendo prendere dai cassetti e scrigni vari le collane, i braccialetti e gli anelli? E l’orologio? Mica ne ho uno solo e non posso mettere al polso quello dorato se gli altri accessori sono d’argento, non posso indossare quello con il cinturino smaltato di nero se poi mi vesto con abiti marrone …
E le calze? Al tatto mica si possono distinguere quelle nere dalle blu o dalle marroni oppure dalle grige! Forse si riesce ad indovinare quelle che hanno 20 denari o 40, oppure le calze a rete.
E non parliamo dello smalto.

Voglio dire: sarò anche perfetta, sarò abile negli abbinamenti ma nulla si ottiene senza fatica.

E poi questo ruolo da personal shopper mi fa onore da un lato ma dall’altro, andando in giro per negozi, mi viene pure voglia di comprare qualcosa anch’io. Insomma, ho appena letto un articolo sullo shopping compulsivo … dirò alla mia amica che se lei ha trovato un uomo e vuol rifarsi il guardaroba, io l’uomo ce l’ho e ho pure una famiglia che devo contribuire a mantenere. Tutt’al più le posso dare dei consigli via e-mail. Meno pericoloso.

L’AMORE FA APRIRE GLI OCCHI E … IL GUARDAROBA

cuore anguriaSto vivendo da vicino una storia d’amore. Non mia, ovvio. Mi riferisco ad una cara amica che da troppo tempo era alla ricerca di un compagno, dopo un doloroso divorzio avvenuto una decina di anni fa.

Ritrovare l’amore a cinquant’anni non è per nulla semplice. Sembra che la mente abbia il sopravvento sul cuore, che la razionalità faccia tenere ben aperti gli occhi e tenga a bada l’istinto. Io lo capisco: prima di buttarsi tra le braccia di uno che piace, è meglio valutare bene le ipotetiche dinamiche di coppia. Ecco che un ruolo fondamentale l’avrà la cultura, la posizione sociale ed economica, il tipo di famiglia da cui proviene, i trascorsi amorosi (se vive a 50 anni con la mamma e non ha mai avuto una relazione stabile, se è separato o divorziato, se ha figli oppure no). Tutte cose che contano e non sempre fanno a pugni con i sentimenti. Perché, diciamolo, il colpo di fulmine può succedere a 15 anni, non a 50.

Dopo lunga ed estenuante ricerca, questa mia amica pare abbia trovato l’amore. Non solo un compagno con cui ha molto in comune, ma una persona che le fa battere il cuore e che, probabilmente, ha intenzioni serie. Insomma, a un cinquantenne lo si può anche chiedere.

La cosa che più mi ha colpita negli ultimi tempi, è il fatto che la mia amica non solo sprizza felicità da tutti i pori – cosa che rende enormemente felice anche me – ma questo nuovo amore le ha fatto aprire anche il guardaroba perché si convinca che è giunto il momento di rinnovarlo.

Negli ultimi anni sembra che avesse solo voglia di indossare una divisa: leggings e maglie, di diversa pesantezza, lunghezza e ampiezza a seconda delle stagioni e dell’umore.
Quest’estate ha iniziato ad indossare degli abitini vezzosi, prevalentemente di seta, e camicette di pizzo. Ieri siamo andate in un negozio in centro e ha provato un completo delizioso, abitino e mantello, un capo prezioso e utile per le mezze stagioni, nonché un abito molto particolare con le maniche di chiffon e arricchito da una cintura di seta.

E non dimentichiamo il baby doll

Io non è che sia invidiosa, intendiamoci. Ma effettivamente credo che innamorarsi a 50 anni sia una cosa davvero speciale. Ti fa aprire gli occhi e il guardaroba.

[l’immagine è presa dal blog PennelliRibelli]

LINGERIE

L’altro giorno io e la mia amica del sabato – che poi d’estate è l’amica di tutti i giorni ma, visto che ha da poco iniziato una relazione, immagino che non sarà più l’amica del sabato 😦 – siamo andate a fare shopping, approfittando dei prezzi stracciati di questi ultimi giorni dei saldi.

Alla ricerca di un costume con il 70% di sconto, siamo andate da Yamamay. Ricerca infruttuosa.
Da quando vendono separatamente il reggiseno e lo slip – un vantaggio per chi ha 38 di taglia in basso e, grazie alla chirurgia plastica, 48 in alto – alla fine dei saldi trovare due pezzi che facciano un bikini è una missione impossibile. Se poi aggiungiamo il fatto che, nonostante si dica che sia passato di moda, il topless non è ancora morto e sepolto, ti ritrovi l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il reggiseno mentre lo slip che faccia il paio non c’è. Quindi converrebbe prima cercare lo slip e poi la parte di sopra.

Insomma, alla fine ci siamo messe a cercare una camicia da notte.

Ecco con che cosa (diciamo, qualcosa di molto simile) ci siamo presentate alla cassa …

LEI
baby doll

IO
camicia notte

Ecco la differenza fra una che ha appena incontrato un uomo (a 50 anni, eh, mica a 30!) e una che è sposata da 28 anni. 😦

[siti immagini: baby doll e camicia da notte]

LUCARELLI OFFENDE L’INNOCENTE SANTIAGO E LA NONNA DE MARTINO LO DIFENDE

Santiago De Martino
A risvegliarci da questo sonnolento e caldo week-end postferragostiano ci pensa, fortunatamente, Selvaggia Lucarelli. La giornalista, si fa per dire, e opinionista, idem, ha espresso il suo parere, modestissimo, sul bambino più famoso del web, che al Royal Baby fa un baffo: Santiago De Martino, il rampollo di casa Rodriguez. Perché, come fa notare la Lucarelli, alla fine ciò che conta è lei, la bella Belen, e il suo affettuosissimo e attaccatissimo clan. C’è pure qualcuno che, riferendosi alla fortunata coppia regina del gossip, parla dei Demartiguez.

Insomma, il piccolo Santiago, chiamato dalla mamma amorevolmente mi bombom, non sarebbe un bel bambino. Il fatto è che, visti i suoi bei genitori, forse ci si sarebbe aspettati un figlio più bello di quanto non sia Santiago.
Commenta Selvaggia: «Se po’ di’ che se so visti bambini più belli e che con una madre così a Santiago je poteva anda’ meglio o per punizione non riuscirò più a prendere sonno perché le gemelline di Shining mi fisseranno ai piedi del letto fino al 2018? No perché noi gli vogliamo bene uguale a Santiago eh».

Ora, lo stile Lucarelli personalmente non lo sopporto e poi c’è modo e modo di dire le cose. Il bambino, effettivamente, non è bellissimo ma, se posso esprimere il mio parere ancor più modesto di quello della Lucarelli, ha un faccino paffuto e simpatico e due magnifici occhi blu che raramente si son visti in un trottolino di pochi mesi.

Stupisce, forse, che in difesa del nipotino abbia parlato non una del clan Rodriguez (Belen, Cecilia, sua sorella, e la madre) ma la signora Maria Rosaria Scassillo in De Martino, mamma di Stefano. Con educazione e fermezza, oltreché con estrema obiettività, ha replicato al commento acido della Lucarelli: «Per mia abitudine non commento mai nulla, lo faccio per evitare di scatenare polemiche. ma stavolta no, non mi va giù! Fin quando si toccano Stefano e Belen, diciamo che, come dicono i soliti stupidi, fa parte del gioco, del rovescio della medaglia dell’essere famosi. Ma quando si parla di un bambino le bocche dovrebbero tacere. Non perché Santiago oggettivamente è un bambino bellissimo, ma perché dare dei giudizi su un’anima innocente è cattiveria, perfidia. Ricordiamo ogni tanto alla signora Lucarelli che se non ci fossero persone come Stefano e Belen lei non avrebbe motivo di esistere e dovrebbe a quel punto imparare un vero mestiere per poter continuare a vivere. Perché a dire il vero non solo loro ma anche tante altre persone non sanno ‘sta Lucarelli che mestiere fa!»

Vi risparmio la risposta, ancor più acida, della Selvaggia di nome e di fatto. La potete leggere QUI. Dirò solo che la signora Lucarelli, dall’alto della sua laurea in giornalismo, fa notare alla nonna di Santiago l’ignoranza del congiuntivo. Vi basti questo.
Infine, a sua discolpa, invita i felici genitori a postare le foto dei tramonti a Formentera anziché dei bambini se non volete che se ne parli e finisce lì.

Su quest’ultima affermazione vorrei soffermarmi a riflettere.
Fin da quando è nato il bambino, i due promessi sposi (hanno annunciato le nozze per il 20 settembre) non si sono mai sottratti ai flash dei fotografi. Voi direte: ma neanche prima, anzi, si può dire che fra i paparazzi ci sguazzassero ben volentieri, anche dopo l’incidente in moto occorso ai due agli inizi della loro relazione. Quello che, secondo me, è ammirevole è il fatto che tutte le fotografie e i video che hanno come protagonista Santiago De Martino sono stati pubblicati su Fb e altri canali pubblici e gratuiti. Nessuna esclusiva a pagamento per i giornali di gossip e questo è notevole. Poi, cosa avverrà per le nozze non è dato sapere ma già il fatto di non aver messo in vendita le foto del piccolo fa loro onore.

Quando alla nonna De Martino, le vorrei dire: suvvia, non sia così severa nei giudizi, in fondo da buona napoletana dovrebbe sapere che ogni scarrafone è bello a nonna sua.

ALTRE FOTO
VIDEO

EMMA MARRONE: CANTA CHE TE LA SPASSI

Un po’ di sano gossip in questo blog estivo non può mancare.
Parliamo di Emma Marrone, celebre cantante salentina lanciata dal talent show di Maria De Filippi, Amici.

Ora, non nascondo la poca simpatia per Emma. Non mi piace come persona, priva di stile, più simile ad un camionista (con tutto il rispetto per la categoria) che ad una ragazza nemmeno trentenne. Non mi piace neppure la Emma cantante perché non canta, urla.

Fatto sta che il successo canoro continua dalla nona edizione di Amici, conclusasi nel marzo del 2010 con la vittoria della Marrone, e le ha regalato il podio nella 62esima edizione del Festival di Sanremo nel 2012, dopo la medaglia d’argento ottenuta nell’edizione precedente cantando con i Modà.

belen_stefanoMa se il successo professionale arride alla bionda (non naturale, è ovvio) cantante pugliese, non si può dire altrettanto della sua vita privata. E’ nota, infatti, la rottura con l’ex fidanzato, incontrato ad Amici: Stefano De Martino. E che rottura! Il bel ballerino le è stato scippato dalla venezuelana Belen Rodriguez la quale ha recentemente reso il bel giovane papà di Santiago. Il tutto mentre la povera Emma stava a guardare facendo finta di niente, o almeno tentando.

Arruolata come coach nell’ultima edizione del talent dalla sempre arzilla Maria, la Marrone pare abbia ritrovato l’amore (ma al campeggio no? sempre negli studi televisivi, santa pazienza!): il fortunato (non so se lo sia davvero, è un modo di dire) è l’attore Marco Bocci che, però, da qualche tempo latita. Con la scusa del lavoro (di lui), lei le vacanze se le fa da sola, ovvero con le amiche del cuore che sono rimaste rigorosamente le stesse di prima perché la fanciulla non s’è montata la testa. Lei non è salita sul piedistallo, è rimasta una ragazza semplice e genuina, un prodotto dop insomma.

Da quando è uscita dal talent, le sue entrate ne hanno tratto giovamento: se lei sul piedistallo non sale, quello che di certo è in salita è il suo conto in banca. Ma non facciamoci riconoscere come i soliti rosiconi che fanno i conti in tasca ai più ricchi.
Insomma, mentre i cassaintegrati, gli esodati, i pensionati con la minima, i disoccupati e i giovani in cerca di prima occupazione piangono (maledicendo il governo) e sudano (mandando qualche accidente ai vari Caronte e Stige) in città, Emma si sta godendo un periodo di vacanza prolungato.

marrone formentera
A fine luglio la ritroviamo a Formentera dove dà generosa mostra di sé, mentre il fidanzato, come pare, sta girando la fiction Squadra antimafia, o qualcosa del genere.

marrone bocci
Poteva mancare una visita alla famiglia? Certo che no. Qualche giorno dopo la ritroviamo nella sua Puglia assieme al bel Bocci (che, diciamo la verità, a De Martino dà dieci a zero, così Belen impara, tiè!). Nel frattempo si è fatta le extension: valle a capire le dive, mentre d’estate tutte si tagliano i capelli (io no ma sono notoriamente stoica), lei se li fa allungare artificialmente. Ma insomma, un po’ di pazienza e a Natale li avevi lunghi di tuo così sentivi anche meno freddo sul collo …
Intanto anche Marco si può godere lo spettacolo … davanti, perché il lato B … lasciamo perdere.

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In questi giorni la vacanziera si è spostata a Capri. Be’, non poteva mancare un salto in piazzetta, dopo una gita in barca nelle acque turchine della perla campana e uno spuntino a base di unghie. Certo, il lato B lascia un po’ a desiderare (la cellulite non risparmia nessuna, indipendentemente dal successo, dall’età e dal conto in banca)e in più è di nuovo sola, anzi, con le amiche. Vedi la fortuna inaspettata quando le vecchie conoscenze si ritrovano ad avere in casa, si fa per dire, una vip?

A questo punto mi chiedo: ma ‘sta Marrone, quando lavora? Deve essersi stancata molto in tv, poveretta, per aver bisogno di tutte ‘ste vacanze.
Una volta si diceva “Canta che ti passa”. Ora il detto va rivisitato e corretto: “Canta che te la spassi!”.

UN DOLCE SENZA COTTURA PER QUESTA CALDA ESTATE

semifreddo_agli_amaretti
In un blog estivo poteva mancare una ricetta? Certo che no!

Diciamolo chiaramente: con il caldo non si ha voglia di stare ai fornelli tanto meno accendere il forno. Ma per i golosi di casa, a parte il gelato (industriale 😦 ) che nel freezer non manca, un dolcetto fatto in casa ci vuole. Che fare? Provare un dolce senza cottura strabuono.

Ecco cosa vi serve:

150 gr di biscotti savoiardi

100 gr di amaretti (più eventualmente quelli che servono per guarnire)

100 gr di mascarpone

6 cucchiai di marmellata (io uso quella di ciliegie che, essendo un po’ aspra, mi porta ad aggiungere 2 cucchiai di zucchero … fosse per me, ne farei a meno 😉 )

2 cucchiai di Marsala

panna montata (facoltativa)

Ecco come si fa (la preparazione richiede un mixer, io ho un vecchissimo Bravo Simac che prepara il dolce in 3 minuti!):

Mettete nel recipiente del mixer i savoiardi tagliati in tre parti e macinate finemente. Aggiungete gli amaretti e fateli ridurre in polvere. A questo punto mettete tutti gli altri ingredienti e fate funzionare il mixer finché si sarà creato un composto omogeneo e morbido.
Inumidite un bel pezzo di carta forno, strizzatelo bene e rivestite uno stampo da plumcake. Versate il composto ottenuto, livellatelo bene, coprite lo stampo con della pellicola trasparente e mettete nel freezer per almeno tre ore.

Una volta estratto il dolce (che potete tranquillamente tenere anche più tempo, in questo caso basteranno pochi minuti a temperatura ambiente perché il dolce sia pronto per essere gustato), tagliatelo a fette e, se volete, guarnite con panna montata o con qualche amaretto sbriciolato.

E’ buonissimo!

E la dieta? Be’, in questo caso potete provare una versione più leggera sostituendo i savoiardi con i biscotti digestive, il mascarpone con la stessa quantità di Philadelphia light e la marmellata con due o tre vaschette di mousse di frutta. E’ buonissimo lo stesso.

Ovviamente non ho nessuna foto (se lo divorano all’istante! la foto è presa da questo sito), ma vi avverto che se avete uno stampo da plumcake regolare il dolce risulta basso. Però, a mio parere, è un dolce che non si può servire a fettone perché abbastanza sostanzioso e corposo.

LE PAROLE DELL’ESTATE: VACANZE E FERIE

relax
A parte che non so perché le mie siano vacanze e quelle degli altri ferie, come mai abbiamo in italiano due parole così simili nel significato? Qual è la loro origine?

Generalmente si usa il termine “vacanza” per indicare i periodi di interruzione delle lezioni per gli studenti. Le “ferie” sono, invece, i periodi di riposo dal lavoro ma spesso, quando ci si rivolge ad amici e conoscenti, si usa chiedere: “Dove vai in vacanza?” oppure “Dove passerai le ferie?”. Insomma, alla fine i due termini sono equivalenti se riferiti ad un periodo di riposo che si passa fuori casa. Poi c’è chi, come me, le ferie se le passa in casa ma questo è un altro discorso.

Passiamo all’etimologia. Il termine “vacanza” deriva dal latino vacantia, neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare che significa “essere vuoto, libero”. La vacanza, dunque, è un periodo in cui si è “liberi” da impegni, siano essi di studio o di lavoro.
Una curiosità: la parola “vacanza” viene usata anche per ruoli e cariche, che si dicono appunto vacanti quando non ci sia nessuno che le ricopre. Oppure, chi come me insegna, sa bene che, essendo scaduto il contratto da anni, sulla busta paga ci viene riconosciuta una cifra, peraltro assai modica, come indennità di vacanza contrattuale. Certo, in questo caso la parola assume un significato tutt’altro che piacevole.

La parola “ferie” ha una storia molto più complessa. Il sostantivo feria, usato nel latino tardo, preferendolo al classico feriae -arum, è collegato con festus “festivo” che nel mondo romano indicava il giorno dedicato al culto pubblico e privato nel quale era proibito (nefas) esercitare il potere giudiziario e convocare comizi. Le feriae più famose della storia sono quelle di Augusto, titolo attribuito all’imperatore Ottaviano, successore di Cesare. Da Feriae Augusti deriva poi il nostro ferragosto (ne ho parlato in modo diffuso QUI).
In origine, dunque, il termine feriae era utilizzato per indicare le feste.

Non so quanti di voi si siano chiesti perché, se parlando di “ferie” ci riferiamo a periodi di festa, l’aggettivo “feriale” indica, invece, i giorni della settimana lavorativi. Questo interrogativo me lo ponevo spesso da bambina, quando consultavo l’orario di un autobus e mi pareva assurdo leggere due orari diversi per “festivo” e “feriale”, visto che secondo me i termini potevano essere considerati sinonimi.

Ecco, dunque, svelato l’arcano. Con la diffusione del Cristianesimo, l’aggettivo “feriale” è passato ad indicare i giorni della settimana (esclusi il sabato e la domenica) dedicati alla celebrazione di un santo. Per evitare i consueti nomi, di origine pagana, i giorni vennero distinti con un numero progressivo dal lunedì (feria secunda) al venerdì (feria sexta), mentre il sabato mantenne la denominazione ebraica e la domenica, primo giorno della settimana, venne indicata come “giorno del Signore”.
L’aggettivo feriale ha seguito, semanticamente, la via del calendario ecclesiastico, indicando giorni lavorativi, ovvero dedicati al culto dei “santi ordinari”.
Nel francese, invece, è rimasto il significato antico nella formula jours fériés, ossia “giorni festivi”.

Che siano ferie o vacanze, buon riposo a tutti!

[fonti: Accademia della Crusca e Unaparolalgiorno.it]