LA PERSONAL SHOPPER

shopping
La mia amica oggi mi ha eletta personal shopper.

Tu sei sempre perfetta, mi ha detto, hai molto gusto nel vestire, nell’abbinare i colori, nello scegliere i gioielli (meglio dire “bigiotteria” perché di gioielli non ne ho tanti mentre lei sì, ne ha di molto preziosi) e tutti gli accessori.

Però, ragazzi, è una fatica. Al mattino devo decidere in anticipo quali abiti indossare per scegliere il trucco. Durante il periodo scolastico devo prendere le decisioni la sera prima perché mio marito si alza dopo di me e io ho tutto in camera, bigiotteria e calze. Avete presente la fatica che si fa dovendo prendere dai cassetti e scrigni vari le collane, i braccialetti e gli anelli? E l’orologio? Mica ne ho uno solo e non posso mettere al polso quello dorato se gli altri accessori sono d’argento, non posso indossare quello con il cinturino smaltato di nero se poi mi vesto con abiti marrone …
E le calze? Al tatto mica si possono distinguere quelle nere dalle blu o dalle marroni oppure dalle grige! Forse si riesce ad indovinare quelle che hanno 20 denari o 40, oppure le calze a rete.
E non parliamo dello smalto.

Voglio dire: sarò anche perfetta, sarò abile negli abbinamenti ma nulla si ottiene senza fatica.

E poi questo ruolo da personal shopper mi fa onore da un lato ma dall’altro, andando in giro per negozi, mi viene pure voglia di comprare qualcosa anch’io. Insomma, ho appena letto un articolo sullo shopping compulsivo … dirò alla mia amica che se lei ha trovato un uomo e vuol rifarsi il guardaroba, io l’uomo ce l’ho e ho pure una famiglia che devo contribuire a mantenere. Tutt’al più le posso dare dei consigli via e-mail. Meno pericoloso.