TOPLESS IN SPIAGGIA: SÌ O NO?

gianniniE’ un momentaccio. Guardare il tg o leggere i quotidiani è decisamente deprimente: crisi economica, guerre, epidemia di Ebola, incidenti, femminicidi, ex carcerati subito all’opera appena usciti (grazie al decreto svuotacarceri), maltempo, settore turistico in difficoltà … insomma, nulla di che stare allegri. E sul web di cosa si discute? Del topless del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. (il link rimanda alla FOTO pubblicata da “Chi”. Io mi rifiuto … la preferisco vestita)

Ora, io non vorrei passare per bigotta, puritana, censore e chi più ne ha più ne metta. Del topless non ho mai sentito la necessità e vi spiego perché.

Qual è la cosa più fastidiosa quando ci si abbronza? Il segno delle spalline del reggiseno. Almeno, per me lo è. Come si può ovviare all’inconveniente? Abbassando le spalline oppure, cosa che io preferisco, usare il reggiseno a fascia.

Per il resto, non credo che nessuna si diverta ad andare in giro con le tette di fuori, ragion per cui il prendere sole in topless è cosa per me inconcepibile. Oltre al fatto che, come dimostrato da parte dei medici, il non coprirsi il seno durante l’esposizione ai raggi solari non fa bene. Io, poi, ho un seno “complicato” (in termini tecnici si dice fibromatoso) quindi ho sempre avuto il terrore di ulteriori complicazioni.

C’è, tuttavia, un altro motivo che mi ha spinto a desistere, qualora me ne fosse venuta voglia, dall’usare il topless. Le spiagge che frequento sono le stesse in cui spesso e volentieri (si fa per dire) incontro studenti, ex studenti e genitori. A me crea imbarazzo anche farmi vedere in costume da bagno dai miei allievi, figuriamoci se mi vedessero senza reggiseno. Insomma, avrei sempre l’impressione che l’immagine del mio seno nudo oscurasse quella della prof compita e vestita di tutto punto che sta seduta in cattedra.

Poi c’è un’altra cosa che, anche vedendo certe brutture in spiaggia, mi porta a pensare che in certi casi il topless dovrebbe essere pure vietato: l’età e le condizioni fisiche. Insomma, sono del parere che dopo i 50 anni il topless sarebbe da evitare. E’ vero che ormai le cinquantenni sono ancora belle donne, in forma, palestrate … a volte, fanno pure invidia alle ventenni. Però per me – e sottolineo che è il mio personalissimo punto di vista, non sto esprimendo alcun giudizio su ciò che fanno le altre – evitare è una questione di buon senso e di buon gusto.

E che dire del seno rifatto? Be’, se una ci spende qualche migliaio di euro avrà ben diritto di sfoggiare! Per carità, libera di farlo ma sappia che le tette siliconate si vedono lontano un miglio. Se la postura è eretta, sono due bocce ai lati del torace, del tutto innaturali. Da distese, invece, se ne stanno belle lì tutte ritte, sempre con l’aspetto di bocce, cosa che non avviene con il seno naturale.
La cosa che poi a me pare ridicola è la classica sessantenne suonata, tutta rughe e pelle cascante per la magrezza, con ‘ste due bocce belle ritte davanti. Ma dài, non si può.

Venendo ora alla Giannini, la signora ha 54 anni (per alcuni tabloid 53, sarà del 1960), non li porta affatto bene, a mio parere, e il topless non le dona particolarmente. Ammettendo pure che ognuno sia libero di fare qual che vuole nel suo privato, ritengo che nella sua posizione avrebbe dovuto evitare, tanto più che proprio ieri ha risposto al sindaco di Forte dei Marmi, che chiedeva di spostare la data di inizio lezioni, causa flop di stagione, che non si può fare ma che sarebbe stata lieta di incontrarlo in spiaggia. Che stia prendendo il sole proprio in Versilia?

Sui quotidiani si legge, a proposito dello scoop di “Chi”: è la prima volta nella storia della Repubblica che un componente del Governo in carica viene fotografato in spiaggia senza reggiseno. Triste primato, direi.

IL BIMBO E’ VIZIATO? E IO GLI PORTO VIA TUTTA LA TORTA!

torta mele burger king
Questo ha pensato un uomo, esasperato dalle urla e i pianti di un bambino che stava facendo la fila alla cassa del Burger King, negli USA.

Fare la fila, ammettiamolo, è di per sé snervante. Anche se non si ha nulla da fare, a nessuno piace perdere tempo, soprattutto se non si vede l’ora di addentare un bel panino imbottito con l’hamburger … a chi piace, è ovvio.
Il tranquillo cliente perde la pazienza non perché la fila è troppo lunga o va avanti a rilento. Dietro di lui c’è un bimbo che piange urlando “Voglio quella dannata torta!”, riferendosi a un dolce alle mele in vendita nel fast food. Insomma, il bimbetto non intende aspettare il suo turno e continua ad urlare.
I capricci del bambino sembrano non avere fine e il cliente decide di dire due parole alla madre perché zittisca il figlio, una buona volta. Ma la mamma del piccolo zittisce lui, invitandolo a farsi gli affari suoi. Immagino che il tono non sia stato troppo educato e la parola “affari” possa essere considerato un eufemismo.

Arrivato il turno dell’uomo, accade l’incredibile: oltre all’hamburger, il cliente indispettito dal comportamento del bimbo dietro a lui in fila, acquista tutte le porzioni di torta che il fast food ha a disposizione in quel momento: 23 fette.
Immaginiamo le ulteriori lacrime del bimbo nell’apprendere, una volta arrivato il suo turno, che la torta di mele a lungo pregustata era terminata. La madre non si rassegna e, venuta a sapere che proprio l’uomo davanti a lei aveva comperato tutta la torta, cerca di inseguirlo. Da parte sua, il cliente, con aria di sfida, si mette in bocca una delle fette acquistate e se la gusta davanti allo sguardo incredulo di madre e figlio.

La signora, lanciata all’inseguimento dell’uomo, viene bloccata dagli altri in coda che, evidentemente, stavano tutti dalla parte del simpaticone mangiatorte a tradimento, forse essi stessi indispettiti dal bimbetto capriccioso.

Il fatto è stato diffuso dall’autore stesso della vendetta che, sulla piattaforma Reddit, chiede agli utenti: “Sono una brutta persona per questo?”.

A mio parere ha fatto bene, anche se io personalmente non avrei agito in questo modo. Quelli da premiare, in tutti i casi, almeno secondo me, sono i clienti in fila che hanno bloccato la donna. Ma ci si può comportare così?

E voi, cosa avreste fatto al posto dell’uomo?

[immagine e notizia da questo sito]

DI SUOCERE E GENERI, DI CORNA E PANNI LAVATI IN PUBBLICO

bernardini de paceAnnamaria Bernardini de Pace è un famoso avvocato specializzato in Diritto di Famiglia, ma la notorietà, almeno a livello di gossip, l’ha avuta per essere stata la suocera dell’attore Raoul Bova per quasi sedici anni.

Come tutti sanno – oddio, non è obbligatorio ma ci sono notizie, anzi pettegolezzi, che uno non riesce proprio a non captare – da circa un anno è ufficialmente separato dalla moglie Chiara Giordano – nonché figlia dell’avvocatessa – da cui ha avuto due figli. Motivo della separazione di due coniugi che sembravano essere a prova di divorzio? Ma le corna, naturalmente.

raoul bova-chiara-giordano

Già due anni fa, infatti, nel lungo periodo di separazione forzata in cui il bel Raoul girava in Grecia il film “Immaturi – Il viaggio”, il matrimonio era andato in crisi. Alla bella Chiara, un po’ scialbetta in verità, l’attore aveva preferito la poco più che ventenne attrice spagnola Rocio Muñoz Morales, che già con quel nome sembra che uno non possa resisterle, visto che ricorda un famoso cioccolatino della Ferrero.

Insomma, sembrava una storia di corna come tante – quelle, per inciso, cui l’avv. Bernardini de Pace avrebbe dovuto essere bene abituata – e invece in breve l’attore romano aveva deciso di dire addio alla moglie per rifugiarsi tra le braccia calienti della spagnola che sa amar così.

Ora vi chiedere: ma a noi? Infatti, nemmeno a me interessa un granché ma mi ha colpito una lettera che l’ex suocera ha fatto pubblicare dal quotidiano Il Giornale – di cui è collaboratrice – per coprire il genero di insulti, mettendo in piazza gli affari suoi e che tali sarebbero dovuti rimanere, almeno qualche scampolo che si era salvato dal vorace mostro chiamato gossip.

La lettera, in verità, fa emergere delle contraddizioni: prima di tutto il riferimento ad una bimba che il solerte avvocato-nonna avrebbe curato ogni giorno finché tu non hai guadagnato abbastanza da permetterti finalmente una tata. Il Bova ha avuto, infatti, due maschi dalla figlia della Bernardini de Pace. E poi figuriamoci se la superimpegnata avvocatessa si è mai occupata dei nipoti oppure se il genero-degenero – come lo chiama nella lettera – non aveva i soldi per una tata. Il fatto è che la signora Giordano ex Bova ha una sorella: che la mamma si riferisca all’altro genero? Be’, sarebbe un po’ troppo, avere due generi-degeneri, intendo, anche per un avvocato divorzista.
Ma andiamo avanti.

Facendo riferimento alla vita della coppia, prima, durante e dopo la separazione, la suocera osserva che i fatti elencati, corna comprese, rappresentano l’«evoluzione» di miliardi di coppie nei millenni di storia. Allora, perché parlarne?
Il cuore di mamma, poi, non le può impedire di assolvere la figliaLei sì è stata responsabile di te e della Vostra famiglia – e nello stesso massacrare il povero Raoul che, avrà certo le sue colpe, ma viene descritto come uno che non sa trattenere gli istinti. Infatti, l’avvocato Bernardini de Pace, stigmatizzando il comportamento del genero-degenero, tuona: Prima di slacciarti i pantaloni fuori dalla tua casa, hai pensato che impatto avrebbe avuto questa patetica scena nella vita della tua famiglia?

60th Taormina Film Fest - June 14th

Secondo voi può bastare? Certo che no. E infatti l’amabile suocera continua: Nel riassunto mentale dei tuoi valori dichiarati, della responsabilità voluta, dei sentimenti vissuti dalla tua famiglia per te, avresti almeno potuto rinviare il tuo personalissimo piacere. […] avresti consumato le tue voglie da sincero separato, senza tradire neppure te stesso. […] Sono certissima invece che tu non vivrai mai più sereno senza la famiglia che hai svenduto ai tuoi capricci. […] Non hai né fegato né cuore, mio caro genero, o degenero per meglio dire. La tua forza, anche sessuale, dura per il tempo di uno spot. Sei un uomo a breve termine di conservazione. Scaduto.

Così si chiude la lunga lettera.
Le storie di corna sono tutte uguali, chiunque ne sia protagonista. Se si tratta di una donna è una poco di buono, se il colpevole è l’uomo è uno che non sa resistere all’impellente istinto di calarsi i pantaloni. Chi viene tradito è la vittima innocente. Dove sta la novità? C’era proprio tutto ‘sto bisogno di mettere in piazza gli affari di una coppia, anzi ex, che non è mai stata al centro di pettegolezzi durante la lunga unione?

Cerco di mettermi nei panni dei due: se fossi la figlia mi incazzerei, se fossi il fedifrago sarei ben lieto di essermi liberato da una tal suocera. Nei panni di entrambi cercherei di tapparle la bocca perché, se anche ha tentato maldestramente di mascherare il vero obiettivo, ha sortito l’effetto di lavare in piazza i panni sporchi e nemmeno i suoi.