LETTURE SOTTO L’OMBRELLONE: “PER DIECI MINUTI” di CHIARA GAMBERALE

L’AUTRICE
chiara_gamberaleChiara Gamberale, classe 1977, è una scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica e televisiva italiana.
Romana, ha frequentato il DAMS dell’Università di Bologna e fin da giovanissima ha coltivato la sua passione per la scrittura.
Ha ottenuto la ribalta in campo letterario quando, poco più che diciottenne, è uscito il suo romanzo Una vita sottile, ispirato a una vicenda autobiografica che riguarda il padre Vito, noto manager, e che segna la sua adolescenza. Dal romanzo sarà tratto l’omonimo tv movie in cui viene documentato uno degli errori più clamorosi del clima di Tangentopoli dei primi anni.
La carriera di scrittrice prosegue con la pubblicazione di Color lucciola (2001) e Arrivano i pagliacci (2003). Nel frattempo la Gamberale incomincia una fortunata carriera come conduttrice televisiva (l’esordio è a fianco di Luciano Rispoli nella famosa trasmissione Parola mia) e, in seguito, radiofonica (dal gennaio 2010 al giugno 2012 ha condotto Io, Chiara e l’Oscuro su Rai Radio 2).
Nel 2008 ha ricevuto il Premio Campiello (Selezione Giuria dei Letterati) per il libro La zona cieca.
Nel 2010 pubblica Le luci nelle case degli altri e nel 2012 esce un altro romanzo, L’amore, quando c’era, seguito l’anno successivo da ben due titoli: Quattro etti d’amore, grazie (Mondadori) e Per dieci minuti (Feltrinelli). I suoi romanzi sono stati tradotti in 16 Paesi e hanno raggiunto le vette delle classifiche di vendita in Spagna e America Latina.
È autrice con Massimo Gramellini di Avrò cura di te (Longanesi, 2014). Attualmente collabora con il quotidiano La Stampa e con la rivista Vanity Fair. Per qualche tempo ha anche tenuto un blog sul sito iodonna.it del Corriere della Sera. [fonte Wikipedia]

10 minuti

IL LIBRO
Per dieci minuti (Feltrinelli, prima edizione ne “I narratori” 2013; nell’Universale Economica viene ristampato nel 2015) è un romanzo parzialmente autobiografico.
L’autrice, in un’intervista raccolta da Annalena Benini per IoDonna, parlando della protagonista, sua omonima, spiega: «Mi è vicina, ma non sono completamente io. Mi assomiglia, ma non è tutto vero, è un’autobiografia parziale: come ha scritto Walter Siti,’il realismo è l’impossibile’.»
Effettivamente, l’esperimento cui si sottopone la protagonista del romanzo è stato affrontato anche dalla Gamberale per superare un momento difficile della sua vita. Ma di che cosa si tratta?

Chiara è una giovane donna con alle spalle il fallimento del suo matrimonio, anche se non parla mai del suo ex ma di “Mio Marito”, rigorosamente con le emme maiuscole. Conosciuto ai tempi del liceo, è sempre stato considerato dalla protagonista l’uomo della sua vita. Eppure un giorno il Marito, in viaggio a Dublino, le comunica telefonicamente che non sarebbe ritornato da lei. Ha perso la testa per una ragazza mite, Siobhan, che è tutto l’opposto della moglie, frenetica, insicura e pazza.

In realtà, l’abbandono subito da Chiara segue un cambiamento nella sua vita che non era stata in grado di accettare: il trasferimento dal tranquillo e familiare paese di Vicarello, a un’ora di macchina da Roma, alla grande città in cui lei si sente non solo un’estranea ma anche indifesa. Il paese natale è per la donna un luogo protetto, mentre la grande città le dà un senso di smarrimento.

Ma un altro cambiamento sopraggiunge a turbarle la vita: la rubrica che teneva per un settimanalePranzi della domenicaviene cancellata e sostituita da una ben più banale Posta del cuore tenuta da Tania Melodia, vincitrice morale dell’ultima edizione del Grande Fratello. Le rimane solo la sua attività di scrittrice che, in quel momento difficile, è in crisi profonda.

Insomma, tutto attorno a Chiara sembra crollare. Le sue certezze – il matrimonio, la casa di Vicarello in cui era stata felice, la sua professione – non ci sono più. Che altro le resta da fare?

La dott.ssa T, sua psicoterapeuta, ha una soluzione: ispirandosi a una teoria di Rudolf Steiner, le propone di fare qualcosa che non ha mai fatto, per un mese, una volta al giorno, per dieci minuti.

Chiara scopre, così, di essere in grado anche di preparare un pancake, di ricamare a punto croce (almeno tenta!), di cambiare un pannolino, di seminare lattuga e peperoncino sul terrazzo di casa o persino di leggere Harry Potter.

La sua solitudine si anima di amici e la sua casa diventa un po’ come l’arca di Noè, pronta ad ospitare ogni specie di “animale” per non lasciarli alla deriva.

Ancora non riesco a pensarmi al singolare, tanto più se si tratta di me in relazione a questa casa. Così nei primi mesi per necessità, forse adesso per pigrizia, questa casa si sta trasformando in un’ arca di Noè, un posto dove difendersi da quel diluvio universale che è la solitudine e sbarcare tutti insieme, fra animali di specie diverse – soli per scelta, soli per vocazione, soli perché capita, soli perché abbandonati. (pag. 24 dell’edizione economica)

Fra le persone che stanno vicino a Chiara, oltre agli amici di sempre, qualcuno incontrato per caso e qualcuno che diventerà molto importante nella sua vita. Qualcuno che, nel momento in cui i cocci del suo matrimonio potrebbero rimettersi assieme, le farà conoscere il vero significato di “famiglia”, con la consapevolezza che non sarà mai abbandonata.

***

Il romanzo della Gamberale mi è piaciuto soprattutto per lo stile, fresco e scorrevole, che nonostante tratti situazioni complesse dal punto di vista interiore, sa sdrammatizzare. Chiara, forse perché la vicenda narrata è in parte autobiografica, è in grado di scavare a fondo nell’animo umano alla ricerca di un equilibrio che sembra perduto per sempre. Il messaggio di questo romanzo è di speranza, perché anche dalle situazioni più complesse e dolorose si può uscire, scoprendo potenzialità che non si sospettava di possedere e persone che fanno da perno alla propria vita, anche in sostituzione di altre che prima venivano considerate uniche e insostituibili.

I MIEI (ALTRI) CONSIGLI DI LETTURA

[immagine Gamberale da questo sito]

Annunci

6 thoughts on “LETTURE SOTTO L’OMBRELLONE: “PER DIECI MINUTI” di CHIARA GAMBERALE

  1. Bella recensione 🙂 Ne sto sentendo parlare molto bene da diversi lettori e mi incuriosisce sempre di più… prima o poi lo recupererò! Buona serata!

    Mi piace

    • Non ricordavo la tua recensione. Ho integrato il commento che non aveva la conclusione (l’ho messa io fra virgolette).
      Un romanzo leggero, nonostante non tratti un argomento facile. Secondo me in questo sta la bravura della Gamberale. Ho letto sul tuo blog il commento di Lou che l’ha trovato noioso. Credo che in parte può essere etichettato così ma in generale trovo sia gradevole.

      Mi piace

  2. Pingback: ASPETTARE LE VACANZE PER LEGGERE UN BUON LIBRO. MA QUAL È “LA LETTURA DA OMBRELLONE?” | Marisa Moles's Weblog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...