RIFARE IL LETTO AL MATTINO MIGLIORA LA GIORNATA


Quante volte vi è capitato di rientrare a casa, magari a tarda sera, e ritrovare il letto disfatto, con le lenzuola arrotolate, i guanciali scomposti e il copriletto inesorabilmente declassato a scendiletto, ma dalla parte dei piedi? E com’era il vostro morale davanti a simile spettacolo? A terra anche lui, immagino, come il copriletto. E lo spettacolo peggiora, se possibile, a seconda delle stagioni perché con coperta o piumino la desolazione di un letto sfatto è ancora più marcata.

Non sempre è possibile rifare il letto prima di recarsi al lavoro. Più facile per un single oppure per un accoppiato che ha gli stessi orari del/della consorte. Io, ad esempio, uscendo di casa al mattino lascio mio marito ancora fra le braccia di Morfeo e non c’è verso di fargli capire che rifare il letto prima di uscire… migliora la giornata. Non so se migliora la sua, la mia di sicuro.

Detto ciò, pare che la sensazione di benessere che deriva, nel rincasare, dal vedere il letto rifatto sia condivisibile e verosimile. William McRaven, ex ammiraglio ora rettore dell’Università del Texas, ci ha scritto persino un libro, Make Your Bed: Little Things That Can Change Your Life… And Maybe the World, per dimostrare che iniziare la giornata con qualcosa di ripetitivo e noioso come rifare il letto può procurare ad alcune persone una spinta in più.

Così spiega il motivo di tanto interesse nei confronti di questa banale faccenda domestica: «Era il primo compito del giorno per me, e farlo era importante. Dimostrava la mia disciplina. Rifare il letto era una costante per me, qualcosa su cui potessi contare ogni giorno». E aggiunge: «Alla fine della giornata diventava un bel ricordo di qualcosa di buono che avevo fatto, di cui ero orgoglioso, indipendentemente dal fatto che si trattasse un compito piccolo».

L’idea di scrivere questo libro gli è venuta quando, nel 2014, addestrava le Forze speciali della Marina degli Stati Uniti (Navy Seal). McRaven racconta così l’esperienza maturata in veste di studente:

Ogni mattina, nella formazione di base SEAL, i miei istruttori, che all’epoca erano tutti veterani del Vietnam, si presentavo in camera mia in caserma e la prima cosa che ispezionavano era il letto.
Se avete fatto tutto bene, gli angoli bene in piazza, le coperte tirate strette, il cuscino centrato appena sotto la testata e la coperta extra piegata ordinatamente ai piedi del letto andrà tutto bene..

Era un compito semplice, banale.

Ma ogni mattina ci era richiesto di rifare il nostro letto alla perfezione. Sembrava un po’ ridicolo, al momento, soprattutto alla luce del fatto che tanti aspirano ad essere dei veri guerrieri, e ad affrontare una dura battaglia, ma la sapienza di questo semplice atto mi è stata dimostrata più volte.
Se si fa il letto ogni mattina avrete compiuto il primo compito della giornata. Vi darà un piccolo senso di orgoglio e vi incoraggerà a portare a termine un altro compito e un altro e un altro ancora.

Al di là del parere di McRaven, secondo gli psicologi ci sono degli ottimi motivi per rifare il letto prima di recarsi al lavoro: aiuta a vincere la pigrizia, concede qualche minuto per pensare alla giornata che ci aspetta e a programmare le nostre azioni, contribuisce a dare il buon esempio in famiglia, ci fa riposare belli freschi la notte perché, rifacendo il letto prima di coricarsi, magari già morti di sonno, è possibile che questa banale faccenda domestica non sia portata a termine nel modo migliore.

Ma, come per tutte le cose che appaiono ineccepibili, c’è il cosiddetto rovescio della medaglia. Secondo una ricerca fatta dalla Kingston University di Londra e durata degli anni, dormire in un letto disfatto aiuterebbe a tenere lontani gli acari e le conseguenti allergie.
Il team di ricercatori guidati da Stephen Pretlove ha analizzato la presenza di acari della polvere nei letti scoprendo che ce n’erano di meno in quelli non rifatti. Ciò sarebbe dovuto al fatto che il letto scoperto è un terreno meno appetibile per questi piccoli microrganismi che preferiscono un’atmosfera calda-umida in cui possono vivere e proliferare meglio. Così gli acari si disidratano e poi alla fine muoiono mentre nel letto rifatto l’ambiente caldo-umido viene mantenuto con il conseguente proliferare dei malefici.

A questo punto a voi la scelta: prendere per buona la lezione di William McRaven oppure correre il rischio ben descritto nella ricerca di Stephen Pretlove.

Per quanto mi riguarda, ora che sono in ferie riesco a rifare il letto in mattinata ed è già una gran conquista. Naturalmente arieggio la camera prima e cerco di esporre al sole almeno i guanciali per circa mezzora. Per il momento gli acari mi lasciano in pace e davvero entrare in camera e vedere il letto rifatto migliora, se non la giornata, almeno l’umore.

[Fonti: adnkronos.com, notizie.it, greenme.it; immagine da questo sito]

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