LETTURE SOTTO L’OMBRELLONE: “LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO” di LORENZO MARONE

PREMESSA
I romanzi di cui tratto qui vengono denominati “letture sotto l’ombrellone” esclusivamente perché questo è un blog estivo e “vacanziero”. Guardando la homepage, si nota facilmente che i commenti sono classificati come “chiacchiere sotto l’ombrellone” e i lettori che costituiscono la cosiddetta comunity vengono chiamati “vicini di ombrellone”. Quando ho deciso di dedicare qualche post del mio temporary blog alle letture, mi è venuto spontaneo classificare la categoria come “Letture sotto l’ombrellone” senza l’intenzione di sminuire o giudicare mediocre un romanzo nel momento in cui decido di portarmelo in spiaggia. Per sapere quali sono le caratteristiche che per me deve avere un libro da leggere in spiaggia, leggete QUI.
Grazie.

L’AUTORE
Nato a Napoli nel 1974, dopo aver esercitato la professione di avvocato per quasi dieci anni, si dedica alla scrittura, vera passione coltivata anche nella sua “prima vita”, fatta di racconti che non faceva leggere. Dopo aver vinto la resistenza – o forse il pudore – iniziale, pubblica Daria (2012) e Novanta. Napoli in 90 storie vere ispirate alla smorfia (2013) anche se il vero successo arriva con il romanzo La tentazione di essere felici (2015) che gli fa vincere diversi premi (Premio Stresa di narrativa 2015, Premio “Scrivere per amore” 2015, Premio Caffè corretto Città di Cave 2016) e i cui diritti sono stati venduti in Germania, Francia, UK, Spagna, Portogallo, Norvegia, Ungheria, Serbia, Bulgaria, Israele, Corea, Romania, Bosnia Herzegovina e Olanda. Il regista Gianni Amelio ne ha tratto un film, La tenerezza, uscito ad aprile 2017.

Nel 2016 esce per Longanesi La tristezza ha il sonno leggero (Premio Città di Como 2016) e lo stesso editore pubblica l’ultimo romanzo di Lorenzo Marone: Magari domani resto (Premio Selezione Bancarella). L’autore collabora settimanalmente con La Repubblica Napoli, sulla quale ha una rubrica intitolata “Granelli”.


IL ROMANZO
Il protagonista del romanzo La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi editore 2016) è Erri Gargiulo, un quarantenne abbastanza complessato soprattutto per il fatto di vivere in una famiglia allargata. Erri ha due fratellastri, Giovannino e Valerio, che la madre, dopo la separazione dal padre, ha avuto da Mario Ferrara, l’unico “padre” presente nella sua vita dal momento che quello biologico non è mai stato una figura di riferimento. Raffaele Gargiulo, a sua volta, da una relazione con la spagnola Rosalinda ha avuto una figlia, Flor, con cui Erri ha un rapporto speciale fatto di contrasti che a volte servono per scuoterlo e farlo uscire dalla sua dimensione sofferta di perbenismo cui non riesce a rinunciare e che lo allontana sempre più dalla felicità. A completare la famiglia allargata c’è Arianna con cui il protagonista condivide il disagio di essere un figlio a metà: la ragazza, infatti, è nata dal primo matrimonio di Raffaele, marito della signora Ferrara. Il rapporto con Arianna è molto speciale perché fin dalla adolescenza si sente attratto da lei anche se non riesce a confessarle il suo amore. Erri e Arianna sono cresciuti assieme e hanno condiviso le carenze affettive di un padre e una madre che li hanno lasciati quasi in disparte, troppo occupati dalle nuove nascite.

In questa umanità variegata fatta di due padri e una madre con la quale Erri, manco a dirlo, ha un rapporto conflittuale, si inserisce una donna che doveva costituire un punto fermo nella sua vita: la moglie Matilde. I due condividono il sogno di mettere su famiglia, una famiglia normale con due soli genitori e senza fratelli e sorelle in cui il sangue di Erri scorre a metà oppure non scorre per nulla. Ma il desiderio di un figlio che sembra non voler proprio arrivare manda in crisi la coppia, o almeno Matilde che intreccia una relazione con un collega di lavoro, Manuel Ghezzi. A complicare il tutto, la perdita dell’impiego, visto che Erri era alle dipendenze del suocero, e il ritorno a una solitudine forse mai davvero abbandonata del tutto. Però c’è un lato positivo nella separazione che il protagonista deve subire: grazie anche alla complicità del patrigno, Erri inizia a credere di poter realizzare il sogno di aprire una fumetteria, nonostante i dubbi della madre che non condivide la scelta:

“Non voglio entrare nel merito della decisione, sei grande e se è questo che vuoi per la tua vita, è giusto che lo insegua. Per anni ho sperato in un futuro migliore per te, ma adesso ho capito che sei diverso, hai un modo tutto tuo di vedere le cose. Non so se ho delle colpe anch’io, di certo tuo padre ne ha di più di me, in ogni caso non volgio mettere bocca sulle tue scelte future, l’importante è che tu riparta, con o senza Matilde” (pagg. 182-183)

Dopo l’abbandono da parte di Matilde, Erri cerca di mettersi in discussione anche se non è facile superare le fragilità e i timori che lo portano a somatizzare le sue ansie. Si affida, quindi, allo psicanalista Iazzolla che fa un quadro clinico apparentemente eccellente:

«Io penso che lei abbia dei seri problemi con la sfera emotiva… ha paura di lasciarsi andare, di vivere appieno le emozioni, positive o negative che siano. Probabilmente ha visto sua madre comportarsi così e ha pensato che fosse normale temere le emozioni. E ha imparato così bene la lezione che non ha più bisogno di un ripasso, come si dice in gergo scolastico. La colpa non è sua, quel bambino non poteva averne. Ma la persona che mi trovo davanti, e che non fa nulla per rompere il circolo vizioso, ne ha di responsabilità. E anche parecchie». Tentai di abbozzare una risposta, ma lui mi anticipò: «La verità è che se si passa la vita a tentare di non sentire dolore e paura va a finire che non si sente più niente».

Ma le previsioni dell’esperto (va a finire che non si sente più niente) si rivelano errate. Un fatto imprevisto, o forse solo imprevedibile, lo porterà ad affrontare la vita con maggior senso di responsabilità. Certamente non sarà facile adattarsi a una situazione per certi versi nuova e abituarsi a considerare la sua esistenza come qualcosa di completo e non a metà. Soprattutto Erri capirà che l’amore, quello vero, non deve resistere al tempo, ma alle ferite. E anche la tristezza smetterà di svegliarlo.

***

Ho letto e amato il primo successo di Lorenzo Marone, La tentazione di essere felici, e il suo protagonista Cesare Annunziata. Devo dire onestamente che Erri Gargiulo come protagonista è un po’ “sottotono”, non riesce a conquistare il lettore fino in fondo. Forse è il suo pessimismo e la continua caccia all’errore nella vita sua e degli altri protagonisti che lo rende a volte poco simpatico. Ma al di là di questo, la lettura è godibile, divertente, accattivante grazie anche all’uso della prima persona. Lo stile di Marone conquista il lettore e lo costringe a rimanere incollato alle pagine dall’inizio alla fine.
A livello narrativo, si può dire che la storia ha un intreccio interessante e affatto noioso, in cui si alternano situazioni presenti e rievocazioni dell’infanzia e della giovinezza di Erri, attraverso i caratteristici flashback che ci permettono di conoscere meglio il passato di tutta la famiglia Ferrara-Gargiulo. Ogni capitolo ha un titolo che ha lo scopo di introdurre la situazione descritta e verso i 2/3 del libro vengono inseriti dei brevi passi tratti dall’ “agenda di Matilde lasciata a metà” che servono a descrivere il carattere della donna senza filtri, dal momento che tutto ciò che di lei dice il protagonista è filtrato attraverso il suo personale punto di vista. Questo è un espediente narrativo che ritengo interessante e originale.

[LINK della fonte per la biografia; immagine da questo sito]

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