USA: 19ENNE CACCIATA DAL CENTRO COMMERCIALE PERCHÉ IN SHORT O PERCHÉ IL FISICO NON È PERFETTO?


Leggo sul Corriere.it che in Alabama una ragazza di 19 anni è stata allontanata da una boutique del centro commerciale Belleair Mall di Mobile perché i pantaloncini troppo corti e aderenti avrebbero attirato l’attenzione dei clienti turbandoli. Dopo essere stata cacciata, Gabrielle Gibson si sente umiliata e posta sul suo profilo social il selfie che la ritrae con l’abbigliamento incriminato (vedi foto sotto il titolo, tratta dal medesimo link del Corriere.it). Il risultato? Il post è rimbalzato su moltissimi tabloid anglosassoni, dal Mirror al Sun, diventando una notizia, soprattutto perché la giovane Gabrielle ha dato una personale interpretazione a quanto successo.

La ragazza, infatti, crede che siano state le sue forme rotonde contenute a stento nei pantaloncini di jeans, piuttosto che l’outfit scelto in una caldissima giornata estiva, a suscitare l’imbarazzo e la reazione del personale che Gabrielle definisce “bigotta”. Tant’è che lo stesso giornalista del Corriere.it, Giuseppe Gaetano, conclude l’articolo con questo quesito: «vigilantes e direttore avrebbero reagito con lo stesso zelo se, invece della povera Gabrielle, si fosse presentata alla cassa Naomi Campbell in calzoncini strappati e maglietta sopra l’ombelico?».

Non è difficile credere che la maggior parte degli utenti del web abbia dato ragione a Gabrielle. La giornata era caldissima quindi è giusto alleggerire l’abbigliamento tanto più che stiamo parlando di una 19enne che dovrebbe aver il diritto di vestirsi come preferisce senza dover dar conto a nessuno. Altro discorso, infatti, si potrebbe fare per una donna in età che, caldo o non caldo, non dovrebbe mai andare oltre a un certo limite di decenza. Pure nel caso di Naomi Campbell, splendida 48enne con un fisico da paura, un abbigliamento come quello di Gabrielle sarebbe comunque poco indicato.

Quale sia la verità non è dato sapere. Ma qualora avesse ragione la ragazza, è necessario riflettere sui modelli che il web ha portato avanti negli ultimi anni, almeno negli ultimi 10.

Come i corsi e ricorsi storici, la moda degli short ritorna almeno ogni vent’anni. In auge negli anni Settanta, furono lasciasti nel cassetto fino ai Novanta, rispolverati e così via per gli anni successivi, fino ai giorni nostri.

Scriveva Maria Teresa Veneziani, sempre sul Corriere, nel 2015 in un articolo intitolato Quegli shorts troppo corti che scandalizzano gli adulti:

Gli short sono tornati. Invadono città assolate, parchi e notti d’estate, massimo simbolo di violazione autorizzata dei canoni estetici e non solo. […] Il buon gusto è il solo limite, risponderebbero stilisti incontestabili. Ma la storia della moda è lì a dimostrare che il concetto di buon gusto cambia. […] E pazienza se il nuovo short in jeans troppo strizzato e stretto, agli occhi degli adulti rischia di alimentare esibizionismo e voyerismo.
Per le ragazze è semplicemente la divisa in cui si riconoscono. L’affronto agli adulti che un po’ le osservano severe. Una violazione autorizzata dalla moda da rendere pubblica e condividere sui social.

La mania dei selfie postati in rete dalle donne di spettacolo in lingerie o in ogni caso con abbigliamento provocante e succinto – siano esse attrici, modelle o fashion blogger – non costituisce un buon modello soprattutto per le ragazze giovani. Esibire un fisico perfetto, senza un filo di pancia, con il seno rifatto, il lato b allenato con ore di palestra (sempre che non ci sia anche lì lo zampino del chirurgo estetico…) può veicolare il messaggio secondo il quale solo la perfezione estetica rende la donna attraente e desiderabile.


Ma, come cantavano Jo Squillo e Sabrina Salerno all’inizio degli anni Novanta, oltre le gambe c’è di più (perdoniamo la svista sintattica). E pazienza se anche le due cantanti si esibivano in abiti succinti e se proprio negli anni Novanta ci fu un revival dei pantaloncini. Quel che conta non è necessariamente da esibire perché se è vero che oltre le gambe c’è di più è anche vero che una testa pensante spesso fa scappare gli uomini e non li attira come i pantaloncini o gli abiti succinti in generale. Poi, se c’è qualcuno che rimane e non si dà alla fuga, allora è il momento di dimostrarsi interessate e poco importa se c’è un po’ di cellulite sulle cosce e se il punto vita misura più di 60 centimetri.

[foto Jo Squillo e Sabrina Salerno da questo sito]

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