LETTURE SOTTO L’OMBRELLONE: “UN TÈ A CHAVERTON HOUSE” di ALESSIA GAZZOLA

PREMESSA
I romanzi di cui tratto qui vengono denominati “letture sotto l’ombrellone” esclusivamente perché questo è un blog estivo e “vacanziero”. Guardando la homepage, si nota facilmente che i commenti sono classificati come “chiacchiere sotto l’ombrellone” e i lettori che costituiscono la cosiddetta comunity vengono chiamati “vicini di ombrellone”. Quando ho deciso di dedicare qualche post del mio temporary blog alle letture, mi è venuto spontaneo classificare la categoria come “Letture sotto l’ombrellone” senza l’intenzione di sminuire o giudicare mediocre un romanzo nel momento in cui decido di portarmelo in spiaggia. Per sapere quali sono le caratteristiche che per me deve avere un libro da leggere in spiaggia, leggete QUI.
Grazie.

L’AUTRICE

Famosa per la serie televisiva “L’allieva”, tratta dai suoi romanzi, Alessia Gazzola è una scrittrice siciliana (Messina, 9 aprile 1982) che attualmente vive a Verona. Dopo la maturità classica si è laureata in Medicina e chirurgia, specializzandosi in Medicina legale (proprio come la protagonista de L’allieva, Alice Allevi). Il romanzo che ha dato vita alla fiction tv è il primo, pubblicato da Longanesi nel 2011, al quale hanno fatto seguito altri 5 volumi vendendo nel complesso oltre 370.000 copie in Italia dal 2011 al 2016. Nello stesso anno pubblica per Feltrinelli Non è la fine del mondo, una commedia romantica con protagonista una stagista che lavora per una società di produzione cinematografica di Roma.

Nel 2019 vince il premio Bancarella con Il ladro gentiluomo e nel 2020, durante il lockdown causato dal Covid-19, scrive Un tè a Chaverton House pubblicato da Garzanti nel marzo 2021.

In una sorta di introduzione al romanzo Gazzola si rivolge ai lettori spiegando che il romanzo, ambientato ai giorni nostri tra Italia e Inghilterra, è stato scritto in un mese e letto in anteprima, con cadenza settimanale, dalla mamma e un gruppo di sette amiche. L’autrice scrive: In un momento storico per noi senza precedenti, durante il quale abbiamo tutti sofferto la mancanza dei nostri cari […] per il gruppo di lettura di Chaverton House l’appuntamento quotidiano con questa semplice storia, che si prefiggerà come unico scopo l’evasione, portava conforto e senso di vicinanza.

LA TRAMA

Angelica è una ventisettenne che vive a Milano ma è appassionata dell’Inghilterra e dei romanzi di Jane Austen. Laureata in Lingue, dopo una fallimentare esperienza come insegnante supplente, approfitta della sua passione per la pasta lievitata e un’abilità che pare imbattibile, lavorando per un breve periodo in un panificio. Nel momento in cui apprende della prossima chiusura dell’attività, viene presa dallo sconforto ma non si arrende. Esattamente come non si è arresa davanti alla fine della relazione con Davide che l’ha lasciata preferendole la coinquilina e… l’appartamento con terrazzino (una rarità a Milano, specialmente per chi non ha grandi mezzi).

Oltre all’attitudine per l’inglese e la pasta lievitata la ragazza ha un’altra dote particolare: l’investigazione. Proprio questa sua predilezione la porta in Inghilterra a Yetminster, nella contea del Dorset. Lì, in una splendida anche se un po’ trascurata magione, Chaverton House, avrà il compito di scovare i misteri che riguardano il bisnonno, tale Angelo Focante, che lì aveva lavorato durante la guerra come deportato e che, contrariamente a quanto si diceva in famiglia, non era morto nell’immediato dopoguerra ma una ventina di anni più tardi, pare senza aver mai fatto ritorno in Italia dalla sua famiglia: la moglie Maria e le due bambine una delle quali è la mamma di Angelica.

Dopo aver raccolto alcuni indizi arrivati con un pacco dall’Argentina indirizzato alla zia Edvige, Angelica avvia una ricerca dall’Italia ma capisce subito che non è facile ottenere informazioni da Chaverton House e decide di recarsi sul posto. Giunta nel Dorset, la ragazza viene catapultata in un mondo che ama, tra sale da tè e biblioteca della residenza, e non ha nessuna intenzione di arrendersi di fronte all’apparente chiusura del padrone di casa, Alessandro Almirante, un italiano imparentato con il vecchio proprietario, Lord Harbury, avendone sposato la nipote. Alex, come si fa chiamare, è un giovane scostante, forse per via di un leggero difetto fisico che lo porta a zoppicare, poco disponibile ad aiutare Angelica nelle sue ricerche. Con il suo atteggiamento parrebbe volersi sbarazzare al più presto della ragazza ma non ha fatto i conti con la sua intraprendenza.

Venuta a sapere che l’Estate Manager della residenza, Alessandro in persona, sta cercando una guida per il tour all’interno della residenza, Angelica si propone per l’incarico che ottiene grazie alla sua caparbietà e alla sua abilità di imparare in breve tempo tutto ciò che su Chaverton House deve conoscere per accompagnare i turisti nonché vedersi tutte le puntate della serie L’orfana di Mallands Park, ambientata a Chaverton House e che attira numerosi appassionati a Yetminster.

Divisa fra il lavoro di guida turistica, che le permetterà di rimanere nel Dorset qualche mese, e le indagini sul bisnonno che si rivelano meno difficili di quanto pensasse, anche grazie a dei veri e propri colpi di fortuna, Angelica passa il tempo libero in un piccolo cottage, che le viene assegnato come residenza, dove continua a sfornare cornetti che riusciranno a conquistare anche il rigido e scostante Alessandro…

A causa di alcune incomprensioni con l’Estate manager, la permanenza a Chaverton House dura meno del previsto. Angelica ritorna in Italia delusa dal trattamento riservatole da Alex ma con un bagaglio di esperienze che le saranno utili per capire finalmente cosa vuol fare della sua vita. Il successo nelle indagini porta un po’ di amarezza in famiglia, mettendo in luce risvolti insospettabili nella vicenda di Angelo Focante. Ma senza il fiuto investigativo, la vita della ragazza probabilmente non avrebbe subito la svolta che il viaggio in Inghilterra le permette di fare.

***

Confesso che, pur avendo seguito tutte e tre le stagioni della fiction “L’allieva”, non avevo mai letto nulla di Alessia Gazzola. Questo romanzo mi ha attirata soprattutto per l’immagine di copertina: essendo anch’io appassionata dell’Inghilterra, non ho saputo resistere alla tentazione di scoprire quali segreti nascondesse la splendida residenza di Chaverton.

La lettura del romanzo è stata gradevole, lo stile è fresco e scorrevole, la trama, seppur non così avvincente come ci si potrebbe aspettare dalle premesse, ha comunque il pregio di far accelerare la lettura per seguire lo sviluppo della storia del bisnonno di Angelica.

Il rapporto con la zia Edvige mi ha ricordato molto quello che Alice Allevi, protagonista de L’allieva, ha con la nonna di Sacrofano.

Un tè a Chaverton House è scritto in prima persona e la narrazione è di tanto in tanto interrotta da brevi lettere e biglietti che riportano, come in una sorta di flashback, la narrazione al tempo della seconda guerra mondiale, al periodo postbellico per arrivare fino alla metà degli anni Sessanta, inseguendo le vicende tutte da scoprire che riguardano Angelo Focante.

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