CHI HA INVENTATO IL GELATO?


Il dolce preferito nel periodo estivo è senza dubbio il gelato. Tuttavia si può dire che questo dolce, declinato in varie forme e gusti (a volte davvero improbabili!), non conosca stagioni perché ormai viene consumato tutto l’anno, anche se con un picco durante i mesi più caldi.

Ma chi ha inventato il gelato?

Da alcuni l’invenzione del gelato viene fatta risalire addirittura ad un episodio biblico in cui Isacco, offrendo ad Abramo latte di capra misto a neve, avrebbe inventato il primo gelato della storia. Secondo altri, invece, viene fatta risalire agli antichi Romani che nei loro sontuosi banchetti offrivano le nivatae potiones, veri e propri dessert freddi. In realtà si trattava di sorbetti: passati di frutta impastati con la neve che venivano letteralmente “ingoiati” dai commensali. La parola sorbetto, infatti, deriva dal verbo latino sorbere che significa, appunto, “ingoiare”. D’altra parte il sorbetto non necessita di masticazione.

In Sicilia, ai tempi della dominazione araba, si iniziò a sorseggiare una bibita a base di frutta e zucchero di canna, conservata in recipienti circondati da neve o ghiaccio tritato. La granita e il sorbetto si vennero preparati mescolando la neve dell’Etna con sciroppi e succhi di frutta. Fin dal Medioevo sulla cima del vulcano, ma anche sui Nebrodi e sui Monti Peloritani, lavoravano i “nivaroli”, una sorta di lavoratori stagionali con il compito di raccogliere la neve che poi depositavano nei “nivieri”, costruiti in corrispondenza di grotte naturali o artificiali. La neve così conservata veniva poi trasportata, d’estate, alle città della costa dove si preparavano i sorbetti.

Per assistere al trionfo di questo alimento bisogna però aspettare il Cinquecento. È Firenze a rivendicare l’invenzione del gelato moderno, grazie all’inventiva di un architetto, Bernardo Buontalenti (Firenze 1531 – 1608), che per primo nella ricetta del gelato inserisce ingredienti nuovi: latte, panna e uova.

Persona decisamente ingegnosa messer Buontalenti (un nome, un programma!) e anche pieno di titoli: architetto civile e militare, ingegnere idraulico e urbanista. Per le sue non comuni capacità fu assunto dai Medici e proprio da questi fu incaricato, in occasione dell’arrivo dell’ambasceria di Spagna, di organizzare un’accoglienza strabiliante, tale da “far rimanere come tanti babbei gli stranieri, e spagnoli per giunta”.
Nonostante il sorbetto fosse già stato utilizzato in precedenza, la vera novità del gelato prodotto da Buontalenti furono, come giù detto, gli ingredienti: latte, miele, tuorlo d’uovo e un tocco di vino. Inutile dire che l’invenzione ebbe un grandioso successo: al banchetto organizzato per gli Spagnoli venne servita una crema fredda di gran lunga migliore, per gusto e composizione, dei dolci gelati creati in passato.

Considerata la tradizione siciliana, cui ho già fatto riferimento, non stupisce il successo ottenuto da un gentiluomo palermitano, Giuseppe (altre fonti parlano di “Francesco”) Procopio dei Coltelli il quale, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo café Procope che si trova in rue de l’Ancienne Comédie. Si tratta del primo café letterario del mondo dove illustri francesi si recavano per discutere dei loro progetti bevendo un café e assaporando un sorbetto: La Fontaine, Voltaire, Rousseau, Beaumarchais, Balzac, Hugo, Verlaine, Oscar Wilde e tanti altri.

Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l’italiano Filippo Lenzi nel 1777 aprì la prima gelateria in America. Il gelato si diffuse a tal punto da portare ad una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young.

Aveva allora inizio la storia del gelato industriale. Si dice che il primo produttore su larga scala sia stato un lattaio di Baltimora, Jacob Frussel, che, per salvare una grossa partita di latte invenduto, lo trasformò in gelato. La sua creatività fu premiata: la città gli eresse addirittura un monumento.

Come fare un ottimo gelato in casa anche senza utilizzare la gelatiera?

Non è un’impresa impossibile. Bastano pochi ingredienti per preparare il gelato base (il tipico gusto vaniglia) e l’aggiunta di tutti gli altri ingredienti, a seconda che preferiate i gusti alle creme o alla frutta.

INGREDIENTI PER LA BASE ALLA VANIGLIA

– 500 gr di panna da montare + 2 cucchiai di zucchero a velo
– 400 gr di latte condensato freddo
– 1 bustina di vanillina (si possono aggiungere 2 cucchiai di Gran Marnier o altro liquore dolce)

PREPARAZIONE

In una ciotola abbastanza capiente mescolate il latte condensato freddo di frigo con la vanillina, aggiungendo eventualmente il liquore a scelta. Aggiungete la panna precedentemente montata a neve ferma, mescolando dal basso verso l’alto per non smontarla. Versate il composto ottenuto in una vaschetta da 30 cm X 10 cm (va bene anche uno stampo da plum cake), coprite con una pellicola e lasciate raffreddare il vostro gelato in freezer per almeno 5 – 6 h. Non è necessario fare altro perché il gelato manterrà una consistenza cremosa e non ha nemmeno bisogno di essere estratto dal freezer prima di essere servito (anzi, è meglio evitare perché potrebbe sciogliersi!).

A questa base potete aggiungere del cacao, noci o nocciole tritate, caffè, amaretti sbriciolati, cocco grattugiato, nutella, cioccolato alle nocciole (tipo bacio) e ogni altro ingrediente che si sposi con la versione alla crema.

Per il GELATO ALLA FRUTTA è meglio rivedere le dosi, ma la preparazione è invariata:

– 800 gr di frutta fresca di stagione a piacere pesata pulita a netto di scarti
– 500 ml di panna da montare zuccherata
– 170 ml di latte condensato
– 2 cucchiai di liquore alla frutta (anche limoncello se piace)

BUON GELATO A TUTTI!

[fonti: italianiaparigi, istitutodelgelato, buontalenti.it; per la ricetta del gelato ho fatto riferimento a questo sito. Immagine sotto il titolo da questo sito; immagine del café Procope da questo sito; immagine coppetta gelato da questo sito]

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TORTA TIRAMISÙ


Il tiramisù è un dolce famoso di cui esistono molte varianti anche se quello tradizionale è senz’altro da preferire. La ricetta che riporto di seguito è quella del dolce tradizionale, per quanto riguarda gli ingredienti della crema al mascarpone e la bagna al caffè, ma prevede la sostituzione dei classici savoiardi con un Pan di Spagna rotondo che dà al dolce l’aspetto di una torta.

Ingredienti:

Una base di Pan di Spagna pronta (circa 24 cm di diametro)
5 uova
500 gr di mascarpone
120 gr di zucchero
6 tazzine di caffè amaro
cacao amaro qb

Preparazione:

In una terrina sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una spuma chiara. Unite il mascarpone, continuando a sbattere ma con più delicatezza (se usate un robot, ad una velocità media) evitando di far “impazzire” la crema. Unite, infine, gli albumi montati a neve fermissima (con un pizzico di sale per ottenere un miglior risultato), mescolando dal basso in alto per non smontarli, fino ad ottenere una crema omogenea. Qualcuno aggiunge del liquore come brandy o rum, io la preferisco senza alcool. Evito in modo assoluto di aggiungere la panna!
Tagliate di Pan di Spagna ottenendo tre dischi. Versate il caffè (se volete, potete diluirlo con un paio di cucchiai d’acqua) in una terrina e bagnate abbondantemente, con un pennello da dolci, il primo disco su cui verserete un terzo di crema al mascarpone e livellate con un coltello o la paletta francese. Procedete allo stesso modo con il secondo disco e completate il dolce con la crema, se preferite utilizzando la sac à poche e creando delle decorazioni.
Al termine spolverizzate il dolce con il cacao amaro e mettetelo nel frigorifero (non nel freezer!) per almeno due ore prima di servirlo. In ogni caso, più sta a riposo nel frigo e più diventa gustoso. Nel periodo invernale lo potete conservare per tre giorni, in quello estivo (io non lo preparo perché si usano le uova crude e d’estate è meglio evitare) sarebbe meglio consumarlo entro 24-36 ore.

Cercando una fotografia da postare, ho trovato una ricetta che prevede una simpatica “aggiunta” di biscotti Togo spezzettati con cui guarnire la torta. L’immagine è presa da questo sito.

QUICHE ALLE ZUCCHINE E GAMBERETTI

torta salata
Lo so, con il caldo non fa piacere accendere il forno. Infatti, in questi anni sul blog estivo ho postato ricette di dolci da preparare senza cottura. Ora è arrivato il momento di parlare anche di qualcosa di salato, soluzione ottima anche per un pranzo estivo.

Qualche settimana fa avevo a pranzo mio figlio piccolo (ha 26 anni ma rimane sempre il piccolo di casa!) con la sua compagna che non mangia carne. Mi sono scervellata su cosa preparare e alla fine ho deciso per questa variante della quiche con zucchine e prosciutto. E’ stato un successo!
A parte il fatto che per cuocerla si deve soffrire un po’ di caldo, questa torta salata è ottima anche fredda e si può tranquillamente preparare per un pranzo veloce al mare oppure un picnic in campagna.
Provare per credere!

INGREDIENTI

– Una pasta brisée (io uso quella della Buitoni che si conserva nel frigorifero, ma se volete prepararla questa è una valida ricetta)
– 500 gr di zucchine
– 100 gr di gamberetti (io uso quelli surgelati)
– 3 uova
– 200 gr di robiola
– 30 gr di parmigiano grattugiato (la quantità è puramente indicativa… io faccio a occhio!)
– olio EVO, sale, aglio e prezzemolo q.b.

PREPARAZIONE

Lavate e tagliate le zucchine a tocchetti (meglio non rondelle a meno che non siano piccoline) e cuocetele in una padella con poco olio, aglio e prezzemolo, aggiungendo il sale a metà cottura, per circa 15-20 minuti (i tempi ovviamente dipendono da quanto grandi sono i tocchetti). A cottura ultimata lasciate raffreddare.
Scongelate i gamberetti per qualche minuto in microonde (io uso la modalità defrost per circa 10 minuti) e scolateli bene.
In una ciotola sbattete le uova intere, aggiungete la robiola, amalgamando bene il tutto fino ad ottenere una crema. Mescolate al composto il parmigiano, lasciandone una manciata da parte, le zucchine e i gamberetti.
Rivestite una tortiera rotonda (io uso quella da 26 cm) con la pasta brisée, riversatevi il composto preparato livellandolo bene, ripiegate i bordi sull’impasto e cospargete con il parmigiano lasciato da parte. Volendo si può spennellare il bordo di pasta con del latte ma non è indispensabile perché si colora bene ugualmente.
Fate cuocere nel forno caldo a 180° (se ventilato 170°) per circa 40-45 minuti. La cottura dipende dal forno, quindi ognuno poi si regola da sé. L’importante è che la pasta brisée e il composto siano belli dorati.

VARIANTI
Come ho già detto all’inizio, questa quiche può essere preparata anche con del prosciutto cotto tagliato a dadini (in questo caso ne potrebbero bastare 50 gr … dipende dai gusti). In questa variante io stendo sulla pasta brisée delle fette di formaggio (anche sottilette).
La robiola non è certo un formaggio magro ma è molto gustoso e dà un tocco di sapore in più a questa torta salata. Potete comunque sostituirla con del formaggio spalmabile light (tipo Philadelphia) oppure con della ricotta.

N.B. Per una volta sono riuscita a fotografare la torta prima che la divorassero!

RICETTE: PALLINE AL COCCO

palline cocco
Piove anche oggi. Se non avessi deciso di consumare tutta la farina prima dell’arrivo del caldo (ho dichiarato guerra alle farfalline!), oggi sarebbe proprio la giornata ideale per accedere il forno e preparare una bella torta. Ma non mi va di ricomprare la farina, sicché ho pensato alle palline al cocco e alla ricetta che avevo promesso a Veronica-Scrutatrice.

Si tratta di una ricetta davvero semplice e velocissima, ideale per l’estate in quanto preparata interamente “a freddo”.

INGREDIENTI:

250 gr di ricotta vaccina

125 gr di zucchero semolato

100 gr di cocco grattugiato (+ un paio di cucchiai per coprire le palline)

50 gr di cacao

PREPARAZIONE:

Setacciate la ricotta e mescolatela con lo zucchero. Aggiungete il cacao, meglio se setacciato, e il cocco grattugiato, mescolate bene fino ad ottenere un composto omogeneo. Prelevate con le mani delle piccole porzioni e formate delle palline (più o meno della grandezza di una noce). Passatele nel cocco grattugiato e, se volete, collocatele nei pirrottini. Fate riposare le palline nel frigorifero (non freezer!) per almeno due ore prima di servirle. Se ne avanzano, conservatele nel frigo. Si mantengono tranquillamente per qualche giorno.

Tutto qui. Semplici, veloci e buonissime! Se siete intolleranti al latte vaccino, potete usare la ricotta di capra ma non l’ho mai provata e non so quanto possa incidere sul gusto.

Provate anche i DOLCETTI “RAFFAELLO” LIGHT.

[immagine da questo sito dove trovata anche una variante della ricetta]

UN DOLCE SENZA COTTURA PER QUESTA CALDA ESTATE

semifreddo_agli_amaretti
In un blog estivo poteva mancare una ricetta? Certo che no!

Diciamolo chiaramente: con il caldo non si ha voglia di stare ai fornelli tanto meno accendere il forno. Ma per i golosi di casa, a parte il gelato (industriale 😦 ) che nel freezer non manca, un dolcetto fatto in casa ci vuole. Che fare? Provare un dolce senza cottura strabuono.

Ecco cosa vi serve:

150 gr di biscotti savoiardi

100 gr di amaretti (più eventualmente quelli che servono per guarnire)

100 gr di mascarpone

6 cucchiai di marmellata (io uso quella di ciliegie che, essendo un po’ aspra, mi porta ad aggiungere 2 cucchiai di zucchero … fosse per me, ne farei a meno 😉 )

2 cucchiai di Marsala

panna montata (facoltativa)

Ecco come si fa (la preparazione richiede un mixer, io ho un vecchissimo Bravo Simac che prepara il dolce in 3 minuti!):

Mettete nel recipiente del mixer i savoiardi tagliati in tre parti e macinate finemente. Aggiungete gli amaretti e fateli ridurre in polvere. A questo punto mettete tutti gli altri ingredienti e fate funzionare il mixer finché si sarà creato un composto omogeneo e morbido.
Inumidite un bel pezzo di carta forno, strizzatelo bene e rivestite uno stampo da plumcake. Versate il composto ottenuto, livellatelo bene, coprite lo stampo con della pellicola trasparente e mettete nel freezer per almeno tre ore.

Una volta estratto il dolce (che potete tranquillamente tenere anche più tempo, in questo caso basteranno pochi minuti a temperatura ambiente perché il dolce sia pronto per essere gustato), tagliatelo a fette e, se volete, guarnite con panna montata o con qualche amaretto sbriciolato.

E’ buonissimo!

E la dieta? Be’, in questo caso potete provare una versione più leggera sostituendo i savoiardi con i biscotti digestive, il mascarpone con la stessa quantità di Philadelphia light e la marmellata con due o tre vaschette di mousse di frutta. E’ buonissimo lo stesso.

Ovviamente non ho nessuna foto (se lo divorano all’istante! la foto è presa da questo sito), ma vi avverto che se avete uno stampo da plumcake regolare il dolce risulta basso. Però, a mio parere, è un dolce che non si può servire a fettone perché abbastanza sostanzioso e corposo.