È TORNATA L’ESTATE E…

L’estate è tornata e ci ha trovati duramente provati da una situazione che non ci aspettavamo, almeno non nelle proporzioni che sono andate al di là di ogni più pessimistica previsione.

Sto parlando, come i lettori possono facilmente immaginare, dell’emergenza sanitaria dettata dalla diffusione del COVID19, un virus insidioso che si è manifestato in tutta la sua forza, mietendo vittime di ogni età e coprendo quasi tutto il globo terrestre.

All’inizio ci avevano ingannati, paragonando il coronavirus a un’influenza o poco più. Però l’epidemia si è manifesta in tutta la sua potenza diventando ben presto pandemia. Nonostante le prime vittime fossero effettivamente persone avanti con l’età e/o afflitte da altre patologie gravi – sono morti con il coronavirus non per… dicevano gli esperti, forse nel tentativo di rassicurarci – con il passare del tempo e un aumento esponenziale di morti (ad oggi quasi 35.000 in Italia, 463.000 nel mondo, dove si contano quasi 9 milioni di contagi), si è compreso che questo virus non guarda in faccia nessuno. Consideriamo la morte di più di 200 persone fra medici e personale sanitario, gente abituata al contatto con malattie di vario tipo, e comprendiamo che questo maledetto nemico invisibile ha procurato anche dei “caduti”, delle vittime che si sono immolate non in trincea, come accade in guerra, ma nei reparti infettivi, nelle terapie intensive, negli studi professionali.

“I morti non fanno rumore, non fanno più rumore del crescere dell’erba”, scriveva Ungaretti, ma le notizie dei morti che il Covid19 continua a mietere, seppur in minor misura, fanno un rumore assordante.

Ora, però, dobbiamo guardare avanti con un po’ di ottimismo. Non voglio indugiare oltre su questo triste argomento, nel post di apertura di un blog che inneggia alla spensieratezza fin dalla sua nascita (ormai quasi 7 anni fa). Un blog vacanziero non può occuparsi di cose tristi, deve anzi distrarre il che non significa fare finta che il problema non esista, ma cercare di svagare la mente che, tg dopo tg, ogni giorno è concentrata sulla pandemia che presenta ancora molti rischi, seppur in modo forse maggiormente attenuato.

Così, seguendo la consuetudine di riaprire il blog per le vacanze postando un video, quest’anno non ho scelto un tormentone estivo degli anni che furono ma una canzone che, seppur datata anch’essa, possa portare un messaggio positivo.

Durante i giorni di reclusione forzata, accanto ai concerti improvvisati da finestre e balconi, è stato diffuso uno slogan che in qualche modo potesse allontanare la paura: #andràtuttobene.
La canzone di Howard Jones (1993) ha un titolo che fa ben sperare: Things Can Only Get Better

Non siamo spaventati di perdere tutto
la sicurezza è stata lanciata contro il muro
dobbiamo realizzare i sogni futuri
un migliaio di mani scettiche
non ci tratterranno dalle cose che pianifichiamo
a meno che non ci stiamo aggrappando alle cose che apprezziamo

E ti senti impaurito? Io sì
ma non mi fermerò né borbotterò
e se getteremo via tutto
le cose possono solo andare meglio

BUONA ESTATE A TUTTI!

[immagine da questo sito]

QUESTO BLOG VA A PANNELLI SOLARI

arcobalenoE’ un’estate strana questa che si sta avviando verso la fine. Un’estate mai cominciata o che si è fatta vedere solo di tanto in tanto. Troppo poco, comunque.

Quanta pioggia è caduta durante i mesi di giugno, luglio e agosto? Almeno il doppio della quantità normale. Forse anche di più. Il maltempo, tra l’altro, non ha risparmiato nemmeno il Sud Italia (considerando quello che sta accadendo ora in Puglia), anche se il sole si è fatto vedere un po’ di più nelle regioni meridionali e nelle isole.

Stamattina a scuola una collega ha detto: “Domani c’è il sole” e tutti a chiedere in coro: “Domani c’è il sole?” neanche avesse parlato della caduta di un meteorite di 2 km di diametro. Sole-estate non è più un binomio indissolubile. Ora qui ce n’è un timido raggio. Si è fatto strada fra le nuvole e sembra un evento eccezionale.

Uno si prepara a passare il pomeriggio in casa e poi pensa che se c’è il sole, tanto vale uscire. Però non appena mette il naso fuori, ecco le prime gocce di pioggia. Ieri avevo gli occhiali da sole e l’ombrello aperto contemporaneamente.

E’ stata un’estate strana per me, indipendentemente dal meteo. Certamente il sole fa bene all’umore e forse la sua quasi totale assenza mi ha fatto sentire così … senza voglia di fare. Ho letto, ho scritto (soprattutto non per diletto!), al mare sono andata solo 6 giorni a luglio, non ho quasi mai preso sole sul terrazzo – cosa che solitamente faccio per almeno 5 mesi l’anno – semplicemente perché non c’era o, se c’era, il momento non era mai quello giusto.

Questo blog è un blog estivo, nato proprio per scrivere qualche sciocchezza durante l’estate, quando ho più tempo e mi posso occupare anche di cose frivole.
Sarà stata la pioggia, sarà stato l’umore non proprio al top, sarà stata la coincidenza tra le due cose, alla fine anche qui ho scritto davvero poco.

Forse questo blog va a pannelli solari. No sun no words.

[immagine da questo sito]

PERCHÉ UN BLOG ESTIVO?

granita mentaIo ormai posso essere considerata una veterana dei blog. Ne ho due, quello principale e uno specifico sulla scuola. Il primo è nato per essere un blog dedicato ai miei studenti, poi ho iniziato a prenderci gusto e a pubblicare riflessioni, più o meno profonde, su fatti di attualità o argomenti che mi stanno a cuore. Poche volte ho davvero parlato di me. Un po’ perché, essendo il blog primario letto dai miei studenti, ho sempre trovato difficile “aprirmi”. Un po’ perché, con il passare del tempo, mi sono sentita “condizionata” dai miei follower e ho iniziato a selezionare gli argomenti a seconda dell’interesse che ritenevo (e ritengo) potessero riscuotere i miei post. Alla fine ho iniziato a scrivere non ciò che volevo (non tutto, almeno) ma ciò che pensavo fosse “conveniente”. Insomma, alla fine ci si sente prigionieri della creatura cui si ha dato vita!

Stesso discorso vale per laprofonline. Parlo di scuola, è vero, esprimo le mie opinioni su determinati argomenti ma quasi mai parlo di me, della mia esperienza in classe. L’avevo fatto una volta sul blog primario ed è successo una specie di putiferio a scuola. Ho dovuto censurare quel post, che di per sé era innocente perché, pur trattando fatti realmente avvenuti in classe, avevo garantito la riservatezza dei protagonisti. Ciò che avevo scritto era stato definito “sconveniente” dal preside che conosco da più di vent’anni. Eppure in quel frangente ho avuto l’impressione che per lui fossi una perfetta sconosciuta.

Io sono sempre stata contro le convenzioni. “Sta bene” o “non sta bene” sono dei limiti che ho sempre accettato per educazione (intendo quella ricevuta in famiglia) e per non deludere gli altri. Per fare un esempio, da ragazza andavo a teatro vestita da sera perché a casa mia dicevano che “così stava bene”, anche se erano già tempi in cui la gente si metteva i jeans. Ero già sposata e madre di due bimbi, andavo a teatro con mia mamma e la sera prima lei mi telefonava per dirmi come mi dovevo vestire “per non farla sfigurare”. Deprimente.

Insomma, io ho proprio voglia di liberarmi dalle “catene” dei due blog già ben avviati per tentare una nuova avventura estiva. Eh sì, perché, almeno nelle intenzioni, questo è un temporary blog (ormai ci sono i temporary shop, perché non dovrebbero esserci anche i blog a tempo?), un blog estivo. D’estate si ha piacere anche di occuparsi di cose frivole ché ci sono poi tutte le altre stagioni per fare le persone serie.
Lo so, è un po’ tardi. In effetti sarebbe stato meglio aprire questo blog all’inizio dell’estate. Ma l’idea mi è venuta oggi, poche ore fa.

Ho letto il post di Valentina in cui pubblicava la recensione di un libro Harmony. Lei è una lettrice assidua, divoratrice di libri e a me fa piacere che passi dai classici ai libri Harmony. Così ho commentato:

«Non ho mai letto Harmony però sono dell’idea che non si debba disprezzare nulla. Tutt’al più se una cosa non ti piace, ne farai a meno la prossima volta (non so se è chiaro il concetto: se Harmony fa schifo, non ne leggerai più; se ti piace, ne leggerai altri, fermo restando che non è detto ti piacciano tutti).
In genere non sopporto gli snob che dicono “io quelle robacce non le leggo”, anche perché sono fermamente convinta che lo fanno di nascosto.
Ho un’amica che mi ha chiesto se avevo letto Sparks e le ho detto di sì, “Le parole che non ti ho detto” e “Come un uragano”. Poi mi fa: “me ne ha parlato bene un mio amico e voglio provare a leggere qualcosa di lui. Sai, in genere, non leggo romanzi che non siano i classici. leggo saggi …”. Ora mi chiedo: “Come fai a leggere saggi d’estate? Voglio dire, lei è un’insegnante come me e io d’estate voglio liberare la mente., figurati se leggo saggi!
Stesso discorso vale per le fiction: quando dico che le guardo, alcuni mi lanciano sguardi inorriditi. Una prof che guarda fiction? Sia mai!»

Ecco, io qui non voglio essere una prof (quella che sono non solo nel blog laprofonline ma anche in quello principale perché la mia identità quella è!). Voglio essere semplicemente Marisa e occuparmi anche di sciocchezze, così giusto per passare il tempo cercando di non morire di caldo!

Volete seguirmi? Magari una granita (virtuale) o un buon gelato (altrettanto virtuale) ve lo posso offrire.

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