RITORNA L’ESTATE


A dire il vero, l’estate è tornata da un bel po’, con qualche anticipo in primavera. Una stagione che quest’anno a volte poteva sembrare davvero estate, altre decisamente autunno (che maggio orribile!).

Con un po’ di ritardo rispetto al solstizio che ha inaugurato la nuova stagione, rieccomi qui.

Come canta Edoardo Bennato:

Ritorna l’estate meno male non c’era più legna da bruciare

non c’era più voglia di restare rinchiusi in casa a studiare

la scuola è finita e così è festa anche di Lunedì.

A dirla tutta, il caminetto non l’ho mai avuto (anche se mi piacerebbe) e il lunedì è la mia giornata libera. Durante il periodo scolastico, dunque, per me è sempre festa, o quasi. Non si contano, infatti, i lunedì pomeriggio passati a scuola (pare impossibile ma è la giornata preferita per fissare riunioni varie) ma questo è il lavoro che mi sono scelta, che riesce ancora ad appassionarmi, che mi dà molte soddisfazioni (un 100 e lode e un 100 all’Esame di Stato per due miei studenti di quinta, solo per fare un esempio) anche se è un lavoro che, con il passare del tempo, è sempre più faticoso. Se aggiungiamo anche i problemi di famiglia (la scomparsa di mio papà all’inizio di maggio, dopo una lunga malattia), il periodo ormai trascorso è risultato davvero impegnativo e pesante.

Ma ora è bene pensare alle vacanze, anche se le mie iniziano solo a metà luglio. C’è tanta voglia di mare e di sole, almeno per me.

Cari lettori e amici, vi auguro una buona stagione (non a caso per i napoletani – mio papà lo era – l’estate è semplicemente “a’ staggione”) e, se volete passare un po’ di tempo “sotto il mio ombrellone”, una buona lettura!

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VACANZE IN CROAZIA: ABBAZIA (OPATIJA)


L’estate ormai è agli sgoccioli ma, come capita da qualche anno, il sole, il caldo e le belle giornate caratterizzano questo settembre che ci illude che l’autunno sia ancora molto lontano. Il post è dedicato a chi può concedersi una vacanza in questo periodo godendo di molti vantaggi, soprattutto economici, che compensano l’accorciarsi delle giornate. Ma perlomeno non si muore dal caldo.

La mia regione, il Friuli – Venezia Giulia, è abbastanza vicina alla Croazia, specialmente alla penisola dell’Istria, e per questo da un paio d’anni con mio marito ci concediamo una breve vacanza sullo splendido litorale croato. Una vera e propria perla della riviera adriatica detta Quarnero, al confine tra l’Istria e la Dalmazia (entrambe regioni che politicamente appartengono alla Croazia, un tempo facente parte della Jugoslavia), è Abbazia.

La città, chiamata Opatija in croato, sorge ai piedi del Monte Ucka o Monte Maggiore e dista 70km da Trieste. Situata sulla costa orientale dell’Istria, è un vivace centro turistico balneare caratterizzato da ben 12 km di costa (la Riviera di Opatija) che parte da Volosca, sobborgo portuale medioevale della città, fino all’antica cittadina romana di Laurana (Lovran).
Abbazia è ricca di strutture alberghiere e appartamenti per l’ospitalità dei turisti che ogni anno la scelgono numerosi per le sue acque azzurre e trasparenti ma anche per le numerose attrattive che offre in ogni stagione: infatti la città è animata tutto l’anno, grazie anche al suo clima mite, da spettacoli teatrali e folkloristici, concerti, opere, mostre, ed è dotata di ottime e numerose strutture sportive e ricreative, ristoranti di pesce, bar e caffè.
Opatija è a 13 km da Fiume (Rijeka) dove si trova un aeroporto ed è facilmente raggiungibile dalla maggior parte delle città del centro Europa: dista infatti solo 500km da Milano, Vienna e Monaco.

Il nome della città deriva dall’antica abbazia benedettina di San Giacomo della Preluca nominata per la prima volta nel 1453. Ciò che resta oggi è una chiesetta attorno alla quale si forma il primo piccolissimo centro abitato, che conta solo 250 anime e che per qualche secolo viene identificato con il nome dell’abbazia.

Abbazia ha una lunghissima tradizione turistica che risale all’Ottocento.

Nel 1844 il patrizio fiumano Iginio Scarpa fa costruire, in onore della defunta moglie, Villa Angiolina nella quale ospita numerosi amici e anche personalità illustri come la consorte dell’imperatore Ferdinando I, Maria Anna. La città inizia ad animarsi e vengono edificate altre ville di gran pregio, per la maggior parte oggi trasformate in hotel. L’attrattiva turistica della città croata suscita l’interesse della viennese Società delle Ferrovie del Sud che, nel 1882, acquisì Villa Angiolina dal conte Chorinsky. Nel 1884, dopo solo 10 mesi dall’inizio delle costruzioni, le Ferrovie del Sud inaugurano l’hotel Quarnero, il primo albergo sulla costa orientale del mare Adriatico. Inizia così un grande sviluppo della città che ha portato Abbazia a diventare un centro mondano e di primaria importanza turistica nei secoli XIX e XX.
La città nel 1920 passò all’Italia, inizialmente assegnata alla provincia di Pola, e dopo l’annessione di Fiume all’Italia nel 1924 a quella di Fiume. Nel 1947, in base al trattato di Parigi, la sovranità passò alla Jugoslavia per entrare a far parte della Repubblica di Croazia nel 1991, in seguito alla disgregazione della Repubblica di Jugoslavia.

Tra le attrattive di Abbazia ci sono i giardini pubblici ben tenuti e curati, tra cui il parco di villa Angiolina, il Lungomare, costituito da 12km di passeggiata costiera ben illuminati di notte, in cui si stendono le numerose spiagge, perlopiù caratterizzate da scogli e cemento, alcune delle quali riservate ai numerosi hotel che si trovano sulla costiera.
Oltre alle spiagge, la città offre 11 piscine coperte, centri wellness, casinò, discoteche e un teatro estivo all’aperto con 2000 posti.

Di Abbazia mi hanno colpito fin da subito le splendide ville dal sapore austroungarico, ben tenute e per la maggior parte oggi destinate all’ospitalità. Il lungomare che comprende la spiaggia principale della città, chiamata Slatina, è lo scenario ideale per alcuni hotel di pregio (il Milenij, il Savoy e il Mozart, per citarne alcuni) ed è caratterizzato dalla Passeggiata denominata Viale delle stelle (Walk of fame).
Il progetto del Viale delle stelle risale alla fine del 2005 ed è stato attuato dall’agenzia per le relazioni pubbliche “Apriori komunikacije” con lo scopo di premiare simbolicamente coloro i quali nel campo dello sport, della scienza, cultura e arte hanno contribuito alla promozione della Croazia nel mondo.


This photo of The Angiolina Park – Villa Angiolina is courtesy of TripAdvisor

Il parco di Villa Angiolina (edificio oggi dedicato alle esposizioni ed eventi culturali) costituisce un ottimo “rifugio” nelle ore più calde della giornata, se non si vuole passarle il spiaggia. All’entrata laterale del parco, vicino al porticciolo di Abbazia e all’ingresso del teatro estivo, spiccano dei murales che raffigurano importanti personaggi come lo scienziato Albert Einstein, la ballerina Isadora Duncan, lo scrittore James Joyce e… il nostro mitico Zucchero Sugar Fornaciari.

Vicino alla chiesetta di San Giacomo sul lungomare è possibile ammirare la romantica scultura di una ragazza in pietra che offre la mano a un gabbiano. Eretta nel 1956 e divenuta uno dei simboli di Abbazia, è opera del maestro Car. Lungo la passeggiata si trovano molte altre sculture dedicate a noti personaggi croati.

Chi decide di andare in vacanza ad Abbazia, può visitare lo splendido borgo medievale di Lovran (Laurana) che, molto ben tenuto, mantiene l’antico fascino. Dopo la gita, è possibile godersi il mare e il sole nella vicina spiaggia di Icici, dove ci sono alcuni tratti di sabbia, che è ben attrezzata (si possono noleggiare ombrelloni e lettini, come anche in altre spiagge della riviera) ed è dotata di ristoranti, caffè, bar ed empori.

Infine, considerata la vicinanza, consiglio una gita a Fiume. Per chi, come me, è cresciuto a Trieste non può evitare di trovare molte somiglianze tra le due città e di pensare, sospirando, “Un giorno tutto questo era nostro”.

[fonti: Wikipedia, croaziainfo.it, visitopatija.com, kvarner-touristik.com; immagine della ragazza con il gabbiano da questo sito. Le altre fotografie sono di mia proprietà. Per utilizzarle siete pregati di apporre il link del sito. Grazie]

E LA CHIAMANO ESTATE…


Eccoci qui di nuovo. Sono passate tre stagioni e con l’arrivo dell’estate questo blog si rianima. Spero naturalmente nel contributo di voi lettori perché si possa passare assieme una stagione in modo allegro e spensierato.

Come ogni anno dedico il post di riapertura alla stagione che inizia oggi e di solito lo faccio utilizzando una canzone. Questa volta ho scelto un vecchio successo di Bruno Martino che certamente non sarà sconosciuto ai lettori meno giovani. La scelta è stata condizionata dal ricordo, tornatomi in mente qualche giorno fa, dei tipici flirt estivi. E quale mai può essere lo scenario ideale per gli amori che nascono d’estate e durano poco più di un battito di ciglia? Il mare, naturalmente.

Pochi giorni fa, dicevo, ne ho ricordato uno.

Lui era biondo con gli occhi azzurri. Il tipo ideale per me (anche se poi ho sposato un moro con gli occhi castani 😦 ).

Il primo incontro avvenne poco dopo il mio arrivo a Lignano Sabbiadoro (in provincia di Udine), il primo agosto 1978. Era il cugino di un’amica di vecchia data e alloggiava, anche lui come me assieme alla sua famiglia, in una palazzina davanti al mio condominio.

La mia amica me lo presentò e fu il classico colpo di fulmine (e a me, credetemi, è l’unico che sia mai capitato). Ricordo che mentre tornavo a casa quel giorno pensavo che lui, in un modo o nell’altro, sarebbe stato “mio”.

Così fu. Passammo assieme poco meno di due settimane al mare. Mentre io mi sarei fermata un mese intero, la sua famiglia aveva preso in affitto un appartamento per solo due settimane.

Quando partì, mi sembrò che le mie vacanze fossero finite. Come canta Bruno Martino, E la chiamano estate… senza te. Non c’era nulla per cui valesse la pena rimanere, nonostante gli amici (una comitiva di più di 20 persone!), nonostante la mia passione per il mare, la possibilità di trascorrere ore ed ore sul bagnasciuga di giorno e il divertimento serale che era sempre assicurato.

So solo che ebbi fin dall’inizio la certezza che quella storia sarebbe continuata anche dopo. Così fu, sebbene vivessimo a 70 chilometri di distanza. Per due ragazzini significava prendere il treno la domenica, passare assieme poche ore e doversi lasciare fra le lacrime su un binario triste e solitario (per citare un altro pezzo “antico” cantato da Claudio Villa).

Non fu per sempre. Durò fino alla fine di gennaio. Passammo assieme il Capodanno 1979 e con l’inizio del nuovo anno speravo che quell’amore diventasse ancora più solido, che non finisse mai. Mi sbagliavo: mi lasciò preferendo una bionda più bionda di me, con gli occhi azzurri più azzurri dei miei. Mi crollò il mondo addosso. Piombai in una crisi profonda che credo di non aver mai più provato nella mia vita, almeno non per questioni d’amore.

Ci sarebbe anche un seguito a questa vicenda. Forse un giorno lo racconterò ma ora voglio lasciarvi con questa canzone meravigliosa, reinterpretata dalla grande Mina, ripensando alle parole della prima strofa:

E la chiamano estate
questa estate senza te
ma non sanno che vivo
ricordando sempre te
il profumo del mare
non lo sento non c’e’ più
perché non torni qui
vicino a me

Naturalmente rimango in attesa che mi raccontiate i vostri amori vacanzieri. 😉

[immagine da questo sito]

COME L’ANNO SCORSO…

Sarò monotona ma anche quest’anno, in occasione della riapertura di questo blog estivo, scelgo il mare. D’altra parte non c’è estate senza mare e senza sole, senza abbronzatura e senza ombrellone sotto il quale ripararsi nelle giornate torride.

Putroppo, però, da qualche anno abbiamo delle estati strane, spesso piovose o estremamente afose. Non pare strano, quindi, che molti cerchino un po’ di refrigerio sulle montagne oppure decidano di utilizzare le ferie per qualche viaggio, magari nerso il nord Europa.

Insomma, scegliere una meta piuttosto che un’altra è questione di gusti o forse anche di comodità: perché allontanarsi tanto dal proprio territorio se i giorni di vacanza – almeno quelli che possiamo permetterci fuori casa – sono pochi?

Personalmente io scelgo sempre la stessa meta, una delle spiagge più belle della mia regione. Non capisco chi si mette in viaggio, affrontando chissà quante ore di volo o di traghetto, per cercare qualche spiaggia lontana. L’Italia ha dei posti stupendi. Abbiamo molte rinomate località di mare e montagna, ma anche posticini tranquilli, fuori dalle rotte turistiche, piene di gente che considera la vacanza un periodo più o meno lungo da passare tra uno sballo e l’altro, a fare le ore piccole, tanto che a volte in spiaggia, sempre che abbiamo scelto una località costiera, non ci mettono nemmeno piede.

L’unica cosa che farei davvero, se ne avessi la possibilità (e non sto parlando solo di soldi ma anche dei periodi che posso scegliere per una vacanza, o in piena estate o, tutt’al più , a dicembre durante le vacanze di Natale), sarebbe quella di “svernare” in un posto caldo. Stare in costume da bagno tutto il giorno, mangiare frutta fresca sulla spiaggia, godermi lo spettacolo di un’alba sul mare dei Caraibi … ecco, questo lo farei di certo. Senza contare che, in certi posti, una vacanza d’inverno ha dei costi davvero contenuti. Per due settimane spenderei meno che nella spiaggia più vicina a casa in pieno agosto.

Abbandoniamo i sogni irrralizzabili e torniamo sulla terra. Per ora le mie vacanze non sono ancora iniziate ma, quando potrò andare al mare, perché mai dovrei cambiare posto?
Anche quest’anno, dunque, stessa spiaggia, stesso mare.

TUTTI PRONTI PER IL MARE?

Eccoci qui. Come promesso il blog estivo riapre i battenti. Staremo assieme, se vorrete, a raccontare aneddoti, a commentare notizie, a spettegolare e a riflettere su cose leggere. Tutto il resto dell’anno siamo alle prese con problemi, di lavoro o di famiglia – a volte entrambi -, abbiamo poco tempo per prendere la vita con leggerezza. D’estate, pur continuando a lavorare, le cose si affrontano con uno stato d’animo migliore. Almeno così succede a me.

Le vacanze – almeno le mie – sono ancora lontane. Io sogno la spiaggia dorata, il sole, il mare e il suo odore inebriante. La montagna la lascio pure agli amanti delle camminate e del fresco. Io adoro sentire il calore dei raggi del sole che mi accarezzano la pelle e le camminate … be’, quelle le posso fare anche in riva al mare, magari con l’acqua che mi massaggia dolcemente le caviglie e risveglia la circolazione impigrita dalle ore passate seduta davanti al computer o ai compiti da correggere. Almeno posso passeggiare sul piano senza tanta fatica.

Insomma, tutti pronti per il mare?

TOPLESS IN SPIAGGIA: SÌ O NO?

gianniniE’ un momentaccio. Guardare il tg o leggere i quotidiani è decisamente deprimente: crisi economica, guerre, epidemia di Ebola, incidenti, femminicidi, ex carcerati subito all’opera appena usciti (grazie al decreto svuotacarceri), maltempo, settore turistico in difficoltà … insomma, nulla di che stare allegri. E sul web di cosa si discute? Del topless del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. (il link rimanda alla FOTO pubblicata da “Chi”. Io mi rifiuto … la preferisco vestita)

Ora, io non vorrei passare per bigotta, puritana, censore e chi più ne ha più ne metta. Del topless non ho mai sentito la necessità e vi spiego perché.

Qual è la cosa più fastidiosa quando ci si abbronza? Il segno delle spalline del reggiseno. Almeno, per me lo è. Come si può ovviare all’inconveniente? Abbassando le spalline oppure, cosa che io preferisco, usare il reggiseno a fascia.

Per il resto, non credo che nessuna si diverta ad andare in giro con le tette di fuori, ragion per cui il prendere sole in topless è cosa per me inconcepibile. Oltre al fatto che, come dimostrato da parte dei medici, il non coprirsi il seno durante l’esposizione ai raggi solari non fa bene. Io, poi, ho un seno “complicato” (in termini tecnici si dice fibromatoso) quindi ho sempre avuto il terrore di ulteriori complicazioni.

C’è, tuttavia, un altro motivo che mi ha spinto a desistere, qualora me ne fosse venuta voglia, dall’usare il topless. Le spiagge che frequento sono le stesse in cui spesso e volentieri (si fa per dire) incontro studenti, ex studenti e genitori. A me crea imbarazzo anche farmi vedere in costume da bagno dai miei allievi, figuriamoci se mi vedessero senza reggiseno. Insomma, avrei sempre l’impressione che l’immagine del mio seno nudo oscurasse quella della prof compita e vestita di tutto punto che sta seduta in cattedra.

Poi c’è un’altra cosa che, anche vedendo certe brutture in spiaggia, mi porta a pensare che in certi casi il topless dovrebbe essere pure vietato: l’età e le condizioni fisiche. Insomma, sono del parere che dopo i 50 anni il topless sarebbe da evitare. E’ vero che ormai le cinquantenni sono ancora belle donne, in forma, palestrate … a volte, fanno pure invidia alle ventenni. Però per me – e sottolineo che è il mio personalissimo punto di vista, non sto esprimendo alcun giudizio su ciò che fanno le altre – evitare è una questione di buon senso e di buon gusto.

E che dire del seno rifatto? Be’, se una ci spende qualche migliaio di euro avrà ben diritto di sfoggiare! Per carità, libera di farlo ma sappia che le tette siliconate si vedono lontano un miglio. Se la postura è eretta, sono due bocce ai lati del torace, del tutto innaturali. Da distese, invece, se ne stanno belle lì tutte ritte, sempre con l’aspetto di bocce, cosa che non avviene con il seno naturale.
La cosa che poi a me pare ridicola è la classica sessantenne suonata, tutta rughe e pelle cascante per la magrezza, con ‘ste due bocce belle ritte davanti. Ma dài, non si può.

Venendo ora alla Giannini, la signora ha 54 anni (per alcuni tabloid 53, sarà del 1960), non li porta affatto bene, a mio parere, e il topless non le dona particolarmente. Ammettendo pure che ognuno sia libero di fare qual che vuole nel suo privato, ritengo che nella sua posizione avrebbe dovuto evitare, tanto più che proprio ieri ha risposto al sindaco di Forte dei Marmi, che chiedeva di spostare la data di inizio lezioni, causa flop di stagione, che non si può fare ma che sarebbe stata lieta di incontrarlo in spiaggia. Che stia prendendo il sole proprio in Versilia?

Sui quotidiani si legge, a proposito dello scoop di “Chi”: è la prima volta nella storia della Repubblica che un componente del Governo in carica viene fotografato in spiaggia senza reggiseno. Triste primato, direi.

VAMOS A LA PLAYA

L’avevo promesso lo scorso settembre: ho chiuso con i Righeira e la loro famosissima L’estate sta finendo, avrei riaperto con un altro pezzo rimasto nella storia della canzone italiana, Vamos a la playa.

ECCOMI QUI, SONO TORNATA!

Al mare ci sono già stata, tutti i we dal primo maggio in poi. L’estate era ancora lontana, la primavera sembrava non voler finire più. Temperature piuttosto basse, per il periodo. Impossibile stare in spiaggia se non qualche ora e talvolta con una maglia addosso. C’è da dire che il tempo per spassarmela davvero è stato pochino: ogni sabato, infatti, partivo per la località balneare dove i miei genitori amano passare la parte finale della primavera (in piena estate fa troppo caldo e non sopportano il caos) con i pacchi di compiti da correggere. Ma la sensazione di leggerezza quando ritornavo a casa la domenica sera (o il lunedì mattina) è stata impagabile. Devo dire che, senza internet (da cui almeno lì mi tengo lontana) e senza “uomini” (leggi: marito e figli), la correzione procede spedita e tranquilla. A parte le lamentele di mia mamma che, se mi vedeva indugiare un po’ di più sul divano dopo pranzo, mi rimproverava dicendo: “Non perdere tempo, va’ a correggere ‘sti compiti che poi usciamo!”. 😦

Lavorare al mare non è un peso per me. Mi piazzo sul terrazzo (a volte ben coperta e con tanto di sciarpa attorno al collo!), la luce è buona, il profumo del mare arriva fino a lì, sento il movimento delle onde che fa da sottofondo … che cosa si può volere di più dalla vita? Nulla. In fondo mi accontento di poco.

Insomma, alla fine una bella abbronzatura me la sono fatta ugualmente. Così quando tutti iniziano ad andare al mare belli pallidi, si può dire che io finisca le “ferie” e abbia un’abbronzatura da fare invidia a quelle che d’inverno si fanno le lampade. Certamente ci tornerò durante l’estate e poi io ho la mia spiaggia privata ad un passo dal cielo … il terrazzo al settimo piano, per intenderci. In piena estate già alle sette del mattino sto sulla sedia a sdraio, in bikini, con un buon libro da leggere. Un paio d’ore, non di più. Un’abitudine che mi rilassa e non mi fa tanto sentire in colpa se le pulizie devono attendere e se si accumulano i panni da stirare. In fondo è questione di organizzazione … e di buona volontà!

Ma io do per scontato che “estate” e “mare” siano un binomio inscindibile. Eppure ci sono molti che preferiscono la montagna. Non capirò mai questa scelta, personalmente i monti non mi piacciono nemmeno d’inverno, se non nelle cartoline. A volte penso al calore del caminetto in uno chalet di montagna: pensiero romantico che dura un attimo. No, no. Meglio il mare e la spiaggia (rigorosamente con la sabbia, anche se dà fastidio perché s’infila dappertutto). E poi il mare è bello anche d’inverno, o no?

E voi dove preferite trascorrere le vacanze estive?