RIECCO L’ESTATE… DEI METEO-DIPENDENTI

Con qualche giorno di ritardo riapro questo mio blog estivo in cui mi ripropongo di chiacchierare con i miei “vicini d’ombrellone” di cose leggere, dopo un anno alquanto faticoso.

Un’estate, questa del 2017, che si presenta rovente. Solo oggi c’è stata una tregua con qualche acquazzone che ha fatto calare la colonnina di mercurio – si fa per dire, dato che il mercurio non è più utilizzato ma i modi di dire non tramontano mai! – di oltre dieci gradi. Un’estate che sembrava molto precoce, visto che già a marzo le temperature in tutta la penisola sono state ben al di sopra delle medie stagionali. Poi, verso metà aprile, il tempo è ritornato ad essere decisamente primaverile. Ma ora siamo in estate e dobbiamo attenderci un lungo periodo di caldo, con poche tregue come ci dicono gli esperti del meteo.

Ma perché così tanta attenzione nei confronti delle previsioni del tempo? Oggi siamo davvero tutti meteo-dipendenti? Parrebbe di sì e “colpevole” di questa sana dipendenza (ce ne sono di peggiori, in fondo!) sarebbe lo smartphone con le sue app che permettono di tenere sotto controllo ogni aspetto, o quasi, della nostra vita quotidiana.

E così magari ce la prendiamo con i meteorologi se sbagliano, perché siamo usciti di casa con il golfino troppo leggero o senza ombrello oppure abbiamo indossato un soprabito troppo pesante.

Ve lo ricordate il colonnello Bernacca? Il caro Edmondo, classe 1914, era una figura rassicurante anche quando prevedeva i temporali. Si era arruolato nell’allora Regia Aeronautica nel 1938 dove si occupò di meteorologia e del suo insegnamento fin da prima della seconda guerra mondiale e non smise mai di prevedere sole, pioggia, vento, tempeste o trombe d’aria per quasi tutta la vita. Nel 1968 gli fu affidata dalla RAI la realizzazione e la conduzione di un programma autonomo dedicato alle previsioni meteorologiche Il tempo in Italia, e ha continuato fino al 1979, anno del suo pensionamento quando lasciò l’Aeronautica Militare con il grado di generale. Ma rimase sempre il colonnello Bernacca, anche quando ritornò in Rai nel 1982 con il suo Che tempo fa?. Le sue previsioni erano precedute dalla sigla che aveva sullo sfondo l’immancabilmente bussola. Inconfondibile, poi, la musichetta che preannunciava la sua presenza in video.

E dopo questa apertura nostalgica, pensiamo a come passeremo quest’estate rovente in cui sarà difficile abbronzarsi, almeno per me che da qualche tempo soffro particolarmente il caldo, sempre che non si sia disposti ad esporsi al sole nelle prime ore del mattino o poco prima del tramonto.

Che ci rimanga soltanto la tintarella di luna?

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COME L’ANNO SCORSO…

Sarò monotona ma anche quest’anno, in occasione della riapertura di questo blog estivo, scelgo il mare. D’altra parte non c’è estate senza mare e senza sole, senza abbronzatura e senza ombrellone sotto il quale ripararsi nelle giornate torride.

Putroppo, però, da qualche anno abbiamo delle estati strane, spesso piovose o estremamente afose. Non pare strano, quindi, che molti cerchino un po’ di refrigerio sulle montagne oppure decidano di utilizzare le ferie per qualche viaggio, magari nerso il nord Europa.

Insomma, scegliere una meta piuttosto che un’altra è questione di gusti o forse anche di comodità: perché allontanarsi tanto dal proprio territorio se i giorni di vacanza – almeno quelli che possiamo permetterci fuori casa – sono pochi?

Personalmente io scelgo sempre la stessa meta, una delle spiagge più belle della mia regione. Non capisco chi si mette in viaggio, affrontando chissà quante ore di volo o di traghetto, per cercare qualche spiaggia lontana. L’Italia ha dei posti stupendi. Abbiamo molte rinomate località di mare e montagna, ma anche posticini tranquilli, fuori dalle rotte turistiche, piene di gente che considera la vacanza un periodo più o meno lungo da passare tra uno sballo e l’altro, a fare le ore piccole, tanto che a volte in spiaggia, sempre che abbiamo scelto una località costiera, non ci mettono nemmeno piede.

L’unica cosa che farei davvero, se ne avessi la possibilità (e non sto parlando solo di soldi ma anche dei periodi che posso scegliere per una vacanza, o in piena estate o, tutt’al più , a dicembre durante le vacanze di Natale), sarebbe quella di “svernare” in un posto caldo. Stare in costume da bagno tutto il giorno, mangiare frutta fresca sulla spiaggia, godermi lo spettacolo di un’alba sul mare dei Caraibi … ecco, questo lo farei di certo. Senza contare che, in certi posti, una vacanza d’inverno ha dei costi davvero contenuti. Per due settimane spenderei meno che nella spiaggia più vicina a casa in pieno agosto.

Abbandoniamo i sogni irrralizzabili e torniamo sulla terra. Per ora le mie vacanze non sono ancora iniziate ma, quando potrò andare al mare, perché mai dovrei cambiare posto?
Anche quest’anno, dunque, stessa spiaggia, stesso mare.

TOPLESS IN SPIAGGIA: SÌ O NO?

gianniniE’ un momentaccio. Guardare il tg o leggere i quotidiani è decisamente deprimente: crisi economica, guerre, epidemia di Ebola, incidenti, femminicidi, ex carcerati subito all’opera appena usciti (grazie al decreto svuotacarceri), maltempo, settore turistico in difficoltà … insomma, nulla di che stare allegri. E sul web di cosa si discute? Del topless del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. (il link rimanda alla FOTO pubblicata da “Chi”. Io mi rifiuto … la preferisco vestita)

Ora, io non vorrei passare per bigotta, puritana, censore e chi più ne ha più ne metta. Del topless non ho mai sentito la necessità e vi spiego perché.

Qual è la cosa più fastidiosa quando ci si abbronza? Il segno delle spalline del reggiseno. Almeno, per me lo è. Come si può ovviare all’inconveniente? Abbassando le spalline oppure, cosa che io preferisco, usare il reggiseno a fascia.

Per il resto, non credo che nessuna si diverta ad andare in giro con le tette di fuori, ragion per cui il prendere sole in topless è cosa per me inconcepibile. Oltre al fatto che, come dimostrato da parte dei medici, il non coprirsi il seno durante l’esposizione ai raggi solari non fa bene. Io, poi, ho un seno “complicato” (in termini tecnici si dice fibromatoso) quindi ho sempre avuto il terrore di ulteriori complicazioni.

C’è, tuttavia, un altro motivo che mi ha spinto a desistere, qualora me ne fosse venuta voglia, dall’usare il topless. Le spiagge che frequento sono le stesse in cui spesso e volentieri (si fa per dire) incontro studenti, ex studenti e genitori. A me crea imbarazzo anche farmi vedere in costume da bagno dai miei allievi, figuriamoci se mi vedessero senza reggiseno. Insomma, avrei sempre l’impressione che l’immagine del mio seno nudo oscurasse quella della prof compita e vestita di tutto punto che sta seduta in cattedra.

Poi c’è un’altra cosa che, anche vedendo certe brutture in spiaggia, mi porta a pensare che in certi casi il topless dovrebbe essere pure vietato: l’età e le condizioni fisiche. Insomma, sono del parere che dopo i 50 anni il topless sarebbe da evitare. E’ vero che ormai le cinquantenni sono ancora belle donne, in forma, palestrate … a volte, fanno pure invidia alle ventenni. Però per me – e sottolineo che è il mio personalissimo punto di vista, non sto esprimendo alcun giudizio su ciò che fanno le altre – evitare è una questione di buon senso e di buon gusto.

E che dire del seno rifatto? Be’, se una ci spende qualche migliaio di euro avrà ben diritto di sfoggiare! Per carità, libera di farlo ma sappia che le tette siliconate si vedono lontano un miglio. Se la postura è eretta, sono due bocce ai lati del torace, del tutto innaturali. Da distese, invece, se ne stanno belle lì tutte ritte, sempre con l’aspetto di bocce, cosa che non avviene con il seno naturale.
La cosa che poi a me pare ridicola è la classica sessantenne suonata, tutta rughe e pelle cascante per la magrezza, con ‘ste due bocce belle ritte davanti. Ma dài, non si può.

Venendo ora alla Giannini, la signora ha 54 anni (per alcuni tabloid 53, sarà del 1960), non li porta affatto bene, a mio parere, e il topless non le dona particolarmente. Ammettendo pure che ognuno sia libero di fare qual che vuole nel suo privato, ritengo che nella sua posizione avrebbe dovuto evitare, tanto più che proprio ieri ha risposto al sindaco di Forte dei Marmi, che chiedeva di spostare la data di inizio lezioni, causa flop di stagione, che non si può fare ma che sarebbe stata lieta di incontrarlo in spiaggia. Che stia prendendo il sole proprio in Versilia?

Sui quotidiani si legge, a proposito dello scoop di “Chi”: è la prima volta nella storia della Repubblica che un componente del Governo in carica viene fotografato in spiaggia senza reggiseno. Triste primato, direi.

ABBRONZATURA SICURA: COS’È L’INDICE UV?

indiceUV
Qualcuno avrà fatto caso che ultimamente, accanto alle consuete previsioni del tempo, in alcune reti l’esperto fa riferimento anche all’indice UV, per un’abbronzatura sicura. Infatti, accanto alle temperature, che se troppo eccessive possono anche portare a dei malori più o meno gravi, è importante prendere in considerazione la “potenza” dei raggi solari che dipende da molti fattori: la presenza o meno di nubi e le ore della giornata in cui ci si espone al sole.

Partendo dal presupposto che non si dovrebbe mai stare sdraiati sul lettino in spiaggia durante le ore più calde (dalle 12 alle 16 almeno. Qualcuno raccomanda, nei mesi più caldi, addirittura di non esporsi ai raggi solari dalle 10 del mattino), è importante sapere quali sono i rischi che un’esposizione azzardata può comportare per la salute.

La scala dell’UV Index (UVI), conforme alle linee guida internazionali stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una scala numerica che va dall’1 al +11. L’indice UV misura il livello della radiazione ultravioletta che raggiunge la superficie terrestre.

FINO A 2: INDICE BASSO
Un indice UV di 2 od inferiore indica un pericolo basso di esposizione ai raggi del sole per la persona media. Nei giorni luminosi si consiglia di indossare occhiali da sole. In inverno o in alta montagna, in caso di suolo innevato, la riflessione indotta dalla neve può quasi raddoppiare la forza dei raggi UV.

DA 3 A 5: INDICE MODERATO
Un Indice UV da 3 a 5 significa, in assenza di adeguata protezione, un rischio moderato di danno da esposizione al sole. Si consiglia di prendere precauzioni, come ad esempio coprirsi se si sta all’aperto, e restare all’ombra nelle ore attorno al mezzogiorno, quando il sole è più forte.

DA 6 A 7: INDICE ALTO
Un Indice UV da 6 a 7 significa alto rischio di danno da esposizione al sole se non adeguatamente protetti. Applicare una crema solare con un SPF (fattore di protezione solare) di almeno 15. Indossare un cappello a tesa larga e occhiali da sole per proteggere gli occhi.

DA 8 A 10: INDICE MOLTO ALTO
Un Indice UV tra 8 e 10 comporta un alto rischio di danno da esposizione al sole se non adeguatamente protetti. Ridurre al minimo l’esposizione al sole durante le ore centrali della giornata, dalle 10 del mattino alle 4 pomeridiane. Proteggere la pelle applicando una crema solare con un SPF di almeno 15. Indossare indumenti protettivi e occhiali da sole per proteggere gli occhi.

La pelle non protetta verrà danneggiata e può scottarsi rapidamente.
Ridurre al minimo l’esposizione al sole tra le ore 10 e le 16. In caso contrario, stare all’ombra, coprirsi, indossare un cappello e occhiali da sole e utilizzare creme solari.

11 O PIÙ: INDICE ESTREMO
Un Indice UV di 11 o più alto comporta, in assenza di protezione adeguata, un rischio estremo di danni da esposizione al sole. Applicare la protezione solare con un SPF di almeno 15 a intervalli di tempo regolari.

ATTENZIONE: la crema solare deve essere adeguata al tipo di pelle. Controllare il fototipo qui sotto.

fotitipo

Potevo non affrontare con i miei vicini d’ombrellone un discorso serio sull’abbronzatura? Certo che no! Spero di esservi stata utile e se volte scoprire un sito sul meteo abbastanza affidabile e che riporta anche l’indice UV andate al link qui sotto.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

BIZZARRIE DELLA MODA ESTIVA: LO SHARKINI

sharkini
Si chiama Sharkini – dall’unione della parola “shark” (squalo) con “bikini – si vende solo on line al prezzo di 100 dollari.
In pratica si tratta di un costume intero (per modo di dire!), caratterizzato da uno squarcio, sotto al seno, che riprende la mascella di uno squalo.

Nell’estate del trikini – una via di mezzo tra il costume intero e il due pezzi – ci mancava pure questo. A me pare orrido, senza considerare che non vorrei avere l’abbronzatura sulla pancia a forma di mascella di squalo.

[foto e articolo da Il Corriere]