PANCIONI AL VENTO

pancioni al mare
Sarò all’antica, anzi, è inutile che usi il futuro dubitativo: lo sono. Punto.
Io non posso vedere al mare le future mamme in bikini. Almeno non quelle dal sesto mese in su.

Grazie al cielo ho partorito un figlio ad aprile e uno a marzo. Al mare con il pancione, quindi, non ci sono mai stata. Ma se mi fossi trovata incinta d’estate, avrei certamente indossato uno di quei costumi interi con tanto di gonnellino che si usavano allora. Certo, anche venticinque anni fa c’erano le mamme col pancione che prendevano il sole in bikini, ma erano rare. E oggigiorno non pretendo certo che le future mamme si presentino in spiaggia con costumi premaman antiquati. Secondo me, come sempre è preferibile la giusta via di mezzo.

Martedì ero al mare e di future mamme ne ho viste parecchie. Da un lato ne sono felice perché, nonostante i tempi siano quelli che sono, c’è ancora chi ha il coraggio di metter su famiglia. Inoltre, sono stata piacevolmente sorpresa nel vedere delle mamme giovani. Una rarità, di questi tempi, visto che l’età delle primipare va sempre più in là, verso i 40 anni e oltre. E non parliamo delle mamme cinquantenni.
Dall’altro lato, non capisco questo bisogno di prendere sole sul pancione. A parte che non ne vedo la necessità in assoluto, visto che le donne normali, quelle che poi non vanno a finire sulle copertine delle riviste, difficilmente escono con la pancia di fuori. Anch’io, del resto, prendo sole in bikini ma solo perché il costume intero mi fa sudare troppo. Avessi, però, un pancione di sette-otto mesi eviterei.

L’altro giorno la mia attenzione è stata catturata da una mamma, incinta credo all’ottavo mese e con un bimbo di un paio d’anni. Era seduta sulla riva del mare all’ora di pranzo. La temperatura era prossima ai 30°C. Ho pensato fosse un’incosciente, per sé e per il bambino. Indossava un costume due pezzi rosso e aveva la faccia più rossa del costume. Il bambino era bordeaux e non portava nemmeno un cappellino in testa. Ogni momento la poveretta si doveva alzare, con tutta la difficoltà immaginabile, e correre dietro al figlioletto che non ne voleva sapere di fare castelli di sabbia vicino a lei. Insomma, una vera tortura.

Le donne incinte le vedi lontano un miglio. Mi riferisco sempre a quelle dal sesto mese in poi. Procedono arrancando, con le gambe larghe, quando si chinano per prendere le palette e i secchielli dei figli piccoli non sono davvero un bello spettacolo.
A un certo punto ne vedo una nel mare, l’acqua le arrivava circa al pube. Aveva un pancione così basso e bello tondo, quasi un pallone di quelli che una volta si usavano per saltarci sopra, a mo’ di canguro. Ho temuto che fosse in procinto di sperimentare il parto in acqua sulla spiaggia di Grado.

huntziker incinta
Insomma, sarò una rompipalle, anzi lo sono, non serve il futuro, ma io questi pancioni al vento non li capisco. Poi vedo le foto delle mamme famose sulle riviste on line (nella foto in alto Michelle Huntziker che, però, è al sesto mese e ha un fisico che le può permettere di esibire il pancione ancora contenuto) e mi convinco che fanno scuola. E tutte, come brave scolarette, seguono la lezione.

Senza contare l’insana abitudine di dipingersi la pancia esibendo le foto sui social network. In questo caso, ha fatto scuola la cantante Elisa, ormai mamma bis. Inguardabile!

[foto sotto il titolo da questo sito, dove si trovano anche dei consigli per stare in spiaggia durante la gravidanza; foto Huntziker da Vanity Fair]