CUCCARINI E GLI ITALIANI: È LA FINE DI UN AMORE?


È stata la testimonial di una nota azienda di cucine dal 1987 al 2003, tanto da meritarsi il titolo de “la più amata dagli italiani” esattamente come la cucina. Il suo debutto televisivo lo deve a Pippo Baudo che la notò in una convention e le propose di affiancarlo nel programma del sabato sera Fantastico 6, cui l’anno successivo seguì Fantastico 7, che la vide nel ruolo di ballerina accanto ad Alessandra Martines. Era il 1985 e da questo momento la carriera della show girl (il ruolo di ballerina, infatti, inizia da subito a starle stretto) vola sempre più in alto, come la notte di una delle sue canzoni più famose.
Passata dalla Rai a Fininvest (azienda che poi diventerà l’attuale Mediaset), seguendo il suo pigmalione Baudo, vestirà i panni di conduttrice in vari show, specialmente affiancando Marco Columbro nella conduzione di Paperissima e in due edizioni di Buona domenica.

Sto parlando di Lorella Cuccarini la quale recentemente è riapparsa in tv sul primo canale di “mamma Rai” suscitando numerose polemiche, specialmente per le affermazioni di essere “sovranista” risalenti agli inizi del 2019. Proprio grazie al fatto di aver condiviso certe scelte dell’attuale governo – ormai in crisi – si è attirata lo sfogo degli hater tanto da essere definita “la più odiata dagli italiani”, capovolgendo il merito attribuitole grazie a quasi un ventennio di spot.

Per circa due decenni la figura dell’artista si è fusa con quella di brava moglie e madre che emerge nella sua vita privata. Pare impossibile ma la Cuccarini è sposata dal 3 agosto 1991 con lo stesso uomo, Silvio Testi, dal quale ha avuto ben quattro figli: Sara (nata il 4 agosto 1994), Giovanni (nato il 19 settembre 1996) e i gemelli Chiara e Giorgio (nati il 2 maggio 2000).
Sarà forse questo idillio familiare a scatenare l’invidia delle colleghe?

Una di esse è Heather Parisi. Le due ballerine sono da sempre rivali. Fin dal 1986, anno in cui Pippo Baudo le volle entrambe nello spettacolo “Serata d’onore”. Siamo solo agli inizi di una lunga rivalità che nel 2016 avrebbe dovuto risolversi in una pace lunga e duratura: Lorella e Heather furono protagoniste su Rai 1 dello spettacolo NemicAmatissima ma fin da subito si capì che quell’amatissima era di troppo. Nemiche e basta.

A rinverdire l’antica ostilità ci pensò la Parisi che, con uno sfogo sul suo blog, espresse il proprio disappunto per essere stata messa da parte in uno spettacolo in cui le protagoniste dovevano essere due mentre la parte del leone la fece Lorella. La Parisi, infatti, accusò la produzione di aver bocciato le sue proposte, tagliando varie parti a lei dedicate, facendola sentire, alla fine, «un’ospite» del programma. La replica della Cuccarini non si fece attendere: augurò alla collega di «fare pace con se stessa». La Parisi rispose con un video pubblicato su Twitter nel quale fingeva di picchiarsi e al termine del quale mostrò il dito medio.

Non c’è da stupirsi se le critiche della ballerina statunitense, italiana d’adozione, hanno goduto di un nuovo periodo di splendore all’indomani delle dichiarazioni della Cuccarini che si è proclamata “sovranista” in una recente intervista apparsa sul settimanale Chi, giustificandosi con queste parole: «Sono sovranista perché amo il mio Paese e perché penso che debba riappropriarsi della sua capacità di scegliere, visto che ultimamente non è stato così. Questo, da alcuni, è stato percepito come un qualcosa di brutto, mentre io non ci vedo nulla di male e, al netto di tutte le polemiche, lo ridirei senza alcun problema».

Naturalmente al coro dei detrattori anche in quella occasione si aggiunse la voce di Heather Parisi che sembrava attendere il momento buono per cogliere in fallo la collega e burlarsi di lei. E l’occasione giusta gliel’ha fornita su un piatto d’argento quella mamma Rai che ha nutrito generosamente in passato la stessa Heather, affidando alla Cuccarini la conduzione di Grand tour, spin off di Linea Verde andato in onda fino al 23 agosto con una doppia puntata che ha decretato di fatto la conclusione anticipata di una trasmissione di scarso successo, forse non adatta al pubblico serale.

In questo caso Parisi non ha perso l’occasione per esprimere la sua soddisfazione con un tweet al veleno:

In questa polemica si è inserita anche un’altra personalità dello spettacolo, Rita Dalla Chiesa, che ha apertamente difeso l’opinione espressa da Lorella, pur senza attaccare Heather ma riconoscendole la professionalità, la bravura e l’intelligenza. Come si conviene a una vera signora.

Naturalmente, dal momento che stiamo parlando di personalità dello spettacolo di ieri e di oggi (un po’ meno “oggi” per la Parisi), l’opinione pubblica si è divisa. Purtroppo dallo spettacolo si è passati a un campo, la politica, che dovrebbe stare fuori dai programmi tv e dalle scelte della Rai di affidare la conduzione di programmi leggeri che nulla dovrebbero spartire con “tribuna politica”. Anche se è vero che la Rai è un’azienda pubblica e la sua amministrazione è strettamente legata alle scelte del governo in carica. Detto ciò, non si capisce il motivo di attaccare qualcuno per il solo fatto di aver ottenuto un contratto di lavoro, attribuendone il merito alle dichiarazioni dell’interessata.

Che dire? Personalmente trovo la Cuccarini molto scarsa come conduttrice. L’ho apprezzata in gioventù come ballerina ma a ben vedere nel ruolo di presentatrice non si è mai distinta. L’affabilità, la simpatia e l’eleganza che la contraddistinguono giocano a suo favore, al di là di qualsiasi merito strettamente artistico. In fondo si era guadagnata il titolo de “la più amata dagli italiani” grazie a uno spot e non alla pur lunga carriera televisiva.

Credo che il flop di Grand tour sia da attribuire al tipo di trasmissione e non alle capacità della Cuccarini che non ha avuto un ruolo particolarmente pregnante nel programma, limitandosi a commentare più che condurre.
Le è stata affidata la conduzione della prossima stagione de La vita in diretta a fianco di Alberto Matano che, pur essendo principalmente un giornalista, si è già distinto nella conduzione di programmi simili e sicuramente ha qualche marcia in più rispetto a Lorella Cuccarini. Mi aspetto che, di fronte a un eventuale successo de La vita in diretta, gli hater di Lorella attribuiscano tutto il merito al bel Matano. Probabilmente sarò d’accordo con loro.

[Fonti: ilfattoquotidiano.it e ilgiornale.it; immagine spot da questo sito; immagine Baudo-Cuccarini-Parisi da questo sito; immagine Dalla Chiesa da questo sito]

MEGHAN MARKLE, LA DUCHESSA SNOB: NIENTE COPERTINA DI VOGUE


Non sarà mai principessa e lo sa bene. Nelle vene della duchessa di Sussex, al secolo Meghan Markle, moglie del principe Harry, non scorre sangue blu e suo figlio Archie Harrison Mountbatten-Windsor è solo il settimo nella linea di successione al trono d’Inghilterra. Praticamente destinato a essere principe a vita, senza poter indossare la corona reale.

La duchessa Meghan, come tutti sanno, è un’ex attrice statunitense ma le sue origini in realtà sono afro-americane. Il suo sangue, in pratica, non solo non è blu ma è anche una specie di cocktail. Cosa che non è stata particolarmente apprezzata dalla famiglia reale ma tant’è, al cuor non si comanda e a quello di uno dei nipoti prediletti di Queen Elizabeth, Harry figlio del principe Carlo e della rimpianta Lady Diana, non si può di certo porre veti.

Donna di mondo, già divorziata, Meghan è una duchessa particolare, molto meno legata all’etichetta di Buckingham Palace, almeno rispetto alla cognata Kate Middleton, duchessa di Cambridge e moglie di William, fratello di Harry. Sarà per questo che ha accettato, sembra di buon grado, il ruolo di editor per un mese della prestigiosa rivista di moda Vogue. Una special guest in redazione, giusto il tempo di legare il suo nome al numero della rivista più importante dell’anno: quello di settembre.


Un ruolo che, a quanto pare, non ha precedenti: è la prima volta nei 103 anni di storia di Vogue in Inghilterra che la rivista cede il timone, seppur a tempo determinato, a un’ospite. Di ciò Meghan è certamente fiera anche se ha subito declinato l’offerta di comparire sulla copertina di settembre dell’importante rivista. “Sarebbe troppo vanitoso”, con queste parole si sarebbe giustificata. Molto meglio lasciare lo spazio non a una ma a ben quindici donne che, come si legge in una nota dell’account Sussex Royal, «alzano l’asticella per l’uguaglianza, la gentilezza, la giustizia, l’apertura mentale. Il sedicesimo spazio è uno specchio, inserito perché quando avrete il numero in mano, possiamo vedere voi stesse come parte del collettivo.».

Molto modesta, non c’è che dire. Tuttavia questo atteggiamento a me appare decisamente snob e la modestia non del tutto sincera.


Non dimentichiamo che la celebre cognata della Markle, Kate Middleton, è già comparsa come cover girl per Vogue in occasione del centenario di fondazione della rivista, quindi non su un numero qualsiasi.

Nemmeno la mancata suocera di Meghan, la principessa del Galles Diana Spencer, di nobiltà ben più antica degli stessi eredi della regina Elisabetta, disdegnò di comparire sulla copertina di Vogue. Non una volta ma ben quattro. La prima la ritrae nel giorno del suo matrimonio e uscì nell’agosto del 1981. L’ultima cover risale invece alla sua morte e fu pubblicata nel numero di ottobre del 1997. A parte la pubblicazione postuma, possiamo dire che con il suo consenso fu immortalata per ben tre copertine.


Ora io mi chiedo per quale motivo reale (nel senso di vero… mi si perdoni il gioco di parole!) Meghan abbia rinunciato ad essere cover girl per un giorno. “Troppo vanitoso”? Ma andiamo…

A me questo atteggiamento appare invece un po’ choosy nonché snob. A meno che la ragione non sia un’altra.

Da settimane, infatti, si rincorrono voci secondo le quali la duchessa di Sussex, leggermente appesantita dalla recente gravidanza, sia oggetto del cosiddetto body shaming. Si tratta di un vero e proprio esempio di cyberbullismo: con la diffusione sui social di fotografie che ritraggono gente più o meno comune, si assiste ad un vero e proprio linciaggio mediatico nei confronti di chi non ostenta un fisico perfetto. Non stupiamoci che alcune persone appartenenti al mondo dello spettacolo e non solo, godendo di una certa fama, attirino le critiche degli hater. Cito un esempio abbastanza eclatante di cui ho parlato in un altro post: quello di Vanessa Incontrada che negli anni ha messo su qualche chiletto senza tuttavia perdere il suo fascino e la simpatia. Ma queste virtù per gli hater sono perlopiù trascurabili.

Tornando alla moglie di Harry, non si può certo dire che sia bellissima né che abbia lo stile e la classe della celebre cognata Kate. Di certo non può essere paragonata alla principessa Diana, ma chi potrebbe mai esserlo?
Forse avrà pensato che, con quei chili in più, avrebbe sfigurato se messa a confronto con le splendide donne di Casa Windsor che l’hanno preceduta.

Intanto, per non rischiare un sovrappeso irrecuperabile, la duchessa ha dichiarato che lei ed Harry non avranno più di due figli.

Chissà, magari Meghan è sincera quando sostiene che apparire sulla copertina di Vogue sia troppo “vanitoso”. Ciò non toglie che, affermando ciò, è come se considerasse troppo vanitose Kate e Diana.

[immagine sotto al titolo da questo sito; le cover di Vogue sono tutte tratte dal sito di IoDonna che è anche la fonte principale della notizia]

USA: 19ENNE CACCIATA DAL CENTRO COMMERCIALE PERCHÉ IN SHORT O PERCHÉ IL FISICO NON È PERFETTO?


Leggo sul Corriere.it che in Alabama una ragazza di 19 anni è stata allontanata da una boutique del centro commerciale Belleair Mall di Mobile perché i pantaloncini troppo corti e aderenti avrebbero attirato l’attenzione dei clienti turbandoli. Dopo essere stata cacciata, Gabrielle Gibson si sente umiliata e posta sul suo profilo social il selfie che la ritrae con l’abbigliamento incriminato (vedi foto sotto il titolo, tratta dal medesimo link del Corriere.it). Il risultato? Il post è rimbalzato su moltissimi tabloid anglosassoni, dal Mirror al Sun, diventando una notizia, soprattutto perché la giovane Gabrielle ha dato una personale interpretazione a quanto successo.

La ragazza, infatti, crede che siano state le sue forme rotonde contenute a stento nei pantaloncini di jeans, piuttosto che l’outfit scelto in una caldissima giornata estiva, a suscitare l’imbarazzo e la reazione del personale che Gabrielle definisce “bigotta”. Tant’è che lo stesso giornalista del Corriere.it, Giuseppe Gaetano, conclude l’articolo con questo quesito: «vigilantes e direttore avrebbero reagito con lo stesso zelo se, invece della povera Gabrielle, si fosse presentata alla cassa Naomi Campbell in calzoncini strappati e maglietta sopra l’ombelico?».

Non è difficile credere che la maggior parte degli utenti del web abbia dato ragione a Gabrielle. La giornata era caldissima quindi è giusto alleggerire l’abbigliamento tanto più che stiamo parlando di una 19enne che dovrebbe aver il diritto di vestirsi come preferisce senza dover dar conto a nessuno. Altro discorso, infatti, si potrebbe fare per una donna in età che, caldo o non caldo, non dovrebbe mai andare oltre a un certo limite di decenza. Pure nel caso di Naomi Campbell, splendida 48enne con un fisico da paura, un abbigliamento come quello di Gabrielle sarebbe comunque poco indicato.

Quale sia la verità non è dato sapere. Ma qualora avesse ragione la ragazza, è necessario riflettere sui modelli che il web ha portato avanti negli ultimi anni, almeno negli ultimi 10.

Come i corsi e ricorsi storici, la moda degli short ritorna almeno ogni vent’anni. In auge negli anni Settanta, furono lasciasti nel cassetto fino ai Novanta, rispolverati e così via per gli anni successivi, fino ai giorni nostri.

Scriveva Maria Teresa Veneziani, sempre sul Corriere, nel 2015 in un articolo intitolato Quegli shorts troppo corti che scandalizzano gli adulti:

Gli short sono tornati. Invadono città assolate, parchi e notti d’estate, massimo simbolo di violazione autorizzata dei canoni estetici e non solo. […] Il buon gusto è il solo limite, risponderebbero stilisti incontestabili. Ma la storia della moda è lì a dimostrare che il concetto di buon gusto cambia. […] E pazienza se il nuovo short in jeans troppo strizzato e stretto, agli occhi degli adulti rischia di alimentare esibizionismo e voyerismo.
Per le ragazze è semplicemente la divisa in cui si riconoscono. L’affronto agli adulti che un po’ le osservano severe. Una violazione autorizzata dalla moda da rendere pubblica e condividere sui social.

La mania dei selfie postati in rete dalle donne di spettacolo in lingerie o in ogni caso con abbigliamento provocante e succinto – siano esse attrici, modelle o fashion blogger – non costituisce un buon modello soprattutto per le ragazze giovani. Esibire un fisico perfetto, senza un filo di pancia, con il seno rifatto, il lato b allenato con ore di palestra (sempre che non ci sia anche lì lo zampino del chirurgo estetico…) può veicolare il messaggio secondo il quale solo la perfezione estetica rende la donna attraente e desiderabile.


Ma, come cantavano Jo Squillo e Sabrina Salerno all’inizio degli anni Novanta, oltre le gambe c’è di più (perdoniamo la svista sintattica). E pazienza se anche le due cantanti si esibivano in abiti succinti e se proprio negli anni Novanta ci fu un revival dei pantaloncini. Quel che conta non è necessariamente da esibire perché se è vero che oltre le gambe c’è di più è anche vero che una testa pensante spesso fa scappare gli uomini e non li attira come i pantaloncini o gli abiti succinti in generale. Poi, se c’è qualcuno che rimane e non si dà alla fuga, allora è il momento di dimostrarsi interessate e poco importa se c’è un po’ di cellulite sulle cosce e se il punto vita misura più di 60 centimetri.

[foto Jo Squillo e Sabrina Salerno da questo sito]

WANDA NARA: PENSAVO FOSSE UMANA (CON LA CELLULITE) E INVECE…

Che anche le star abbiano la cellulite non è una novità. Grasse o magre, più o meno tutte le donne ne sono affette. Ma c’è un limite sottile tra noi e loro: photoshop.

Non c’è nulla di male, intendiamoci, a ritoccare le fotografie che le star postano sui profili social, Instagram in testa. Però ci sono ritocchi svelati che mettono in luce tutt’altro che la maestria nell’utilizzare photoshop.

Mi vengono in mente due casi anche se l’utilizzo del software “mago del ritocco” non è imputabile alle stesse star.
Nel 2009 sulla copertina della rivista americana W campeggiava il fisico statuario di Demi Moore fasciato in un abito dorato. Peccato che in seguito si scoprì che, grazie a photoshop, era stato riutilizzato il corpo di una modella 26enne a cui era stato attaccato il bel faccino della non più giovanissima Demi.

Spostiamoci a casa nostra. Era il 2011 e lo spot di una nota marca di lingerie ebbe una testimonial d’eccezione: Isabella Ferrari. L’attrice, prossima alla cinquantina, sfilava seminuda, coperta solo da un brasiliano nero, in un’enorme camera da letto, raggiungeva il comò e davanti allo specchio indossava un reggiseno nero. Fin qui nulla di strano. Ma guardando bene il filmato, si notava che era sparito… l’ombelico.

Insomma, anche photoshop può essere un’arte a patto che lo si sappia usare.

Ma quando ci si rende conto che tante bellezze senza tempo hanno fatto ricorso, oltre che al chirurgo estetico, al programma di fotoritocco? Soprattutto se si confrontano le immagini postate sui social e quelle “rubate” mentre sono al mare, intente a prendere la tintarella oppure a fare una passeggiata sul bagnasciuga. Complice anche la luminosità tipica delle spiagge assolate, la cellulite onnipresente, che ogni tanto può anche passare inosservata, viene messa in risalto e non è così indispensabile che le gambe vengano riprese in primo piano. Il tanto odiato effetto buccia d’arancia c’è e si vede comunque.

Personalmente quando vedo le immagini delle star sulle copertine dei giornali, riprese impietosamente con pancette, seno non proprio da pin up e gambe e glutei a buccia d’arancia, ci godo. Sono contenta che, anche quando si hanno a disposizione molti soldi, la cellulite sia il nemico più implacabile che non si lascia sconfiggere facilmente. In altre parole, le imperfezioni fisiche rendono le donne dello spettacolo più umane.

Ma veniamo alla protagonista di questo post: Wanda Nara. Per chi non lo sapesse – personalmente ne sono a conoscenza da due giorni – la ragazza in questione è una ex modella di 31 anni famosa per essere la moglie del calciatore argentino Mario Icardi. La bella Wanda è famosa anche per essere una social addicted: non passa giorno che non posti su Instagram fotografie in pose provocanti, spesso in slip e reggiseno, mettendo in mostra forme da urlo che, nonostante la giovane età, non sono così scontate dopo aver avuto ben cinque figli in otto anni.

Certo, un fisico come quello della Nara ha bisogno di molto allenamento. Tuttavia, per sconfiggere la cellulite ci vuole ben altro.

Recentemente hanno fatto il giro del globo delle fotografie in cui Icardi e consorte sono ripresi mentre fanno il bagno nel mare piuttosto ondoso di una spiaggia sudamericana. Il fisico non proprio perfetto di Wanda ha scatenato i più impietosi commenti sui social. Abituati a vederla nelle fotografie postate su Instagram, i fan hanno subito puntato il dito su photoshop, utilizzato dalla bella Wanda per nascondere i diffettucci che più o meno tutte le donne hanno. Che c’è di male, in fondo, nel farsi vedere al naturale? Perché ostentare un fisico mozzafiato se, come tutte, anche lei ha la pancetta (dopo cinque gravidanze sarebbe un miracolo non averla!) e le cosce ben tornite e non proprio lisce?

Ma la Nara ha avuto anche degli ammiratori, in questa circostanza, non solo detrattori. Quindi ci si aspettava forse un’ammissione di colpa nell’aver fatto uso e abuso di photoshop per nascondere i segni delle gravidanze ravvicinate. E invece no.

La signora Icardi ha fatto una mossa che, secondo il mio parere, non è molto astuta: ha messo in giro la voce che gli stessi giornali argentini hanno ritoccato le fotografie riprese sulla spiaggia per farla apparire come non è, cioè piena di difetti.

Si è giustificata dicendo che le riviste, ritoccando le foto, hanno voluto danneggiarla. Anche se non nega di avere la cellulite: «Non mi preoccupa affatto la cellulite, ma quelle foto sono ritoccate: io so bene dove ho la cellulite e dove non ce l’ho». La pancia no, per carità: «Mi ha fatto ridere la pancia che mi hanno creato, neanche incinta ero in quelle condizioni. Con le mie possibilità economiche, non arriverei mai a stare così male come in quella foto. Esistono milioni di trattamenti per risolvere quel problema. Non ho complessi sul mio fisico.». Poi cerca pure di dare una lezione di vita affermando: «Alle mie figlie insegno che la bellezza esce fuori in altre cose, gli uomini non guardano la cellulite. Ci sono tanti trucchi e tante creme, ma dentro è difficile cambiare».

Personalmente queste giustificazioni mi appaiono piuttosto comiche. Non sono un’esperta di photoshop ma credo che, come si possono eliminare i difetti, con i ritocchini si potrebbero anche aggiungere. Mi sfugge il motivo: invidia? Credo che si possa invidiarla maggiormente per aver sposato il capitano dell’Inter il cui “stipendio” si aggira sui 5 milioni più vari “premi” in caso di gol segnati, partecipazione alla Champions… Insomma, non proprio bazzecole.

Con un tale patrimonio a disposizione la bella Nara ha ragione quando dice «con le mie possibilità economiche, non arriverei mai a stare così male come in quella foto. Esistono milioni di trattamenti per risolvere quel problema», però è anche vero che la cellulite è un osso duro e i trattamenti, anche se costosi, non hanno effetti magici e soprattutto non risolvono il problema per sempre.

Molto meglio un po’ di buccia d’arancia che essere affetti da manie di persecuzione pensando che siano i suoi stessi connazionali a volerla danneggiare. O no?

[LINK della fonte da cui è tratta anche l’immagine]

QUEI CHILI DI TROPPO, DOBBIAMO PROPRIO NASCONDERLI? IL CASO DI MARIAH CAREY E DI ALTRE VIP


Il web ha certamente dei meriti, come la facilità delle comunicazioni a chilometri e chilometri distanza nonché la possibilità di essere informati su tutto in tempo reale. Anche i social network e i blog – ormai in decadenza, ahimè – hanno dei lati positivi, specialmente se utilizzati per passare il tempo e comunicare con gli altri vincendo, a volte, la solitudine.

Come in tutte le cose c’è, tuttavia, una misura che sarebbe meglio non oltrepassare. Ad esempio, molti pensano che postare foto sui social sia un fatto pressoché privato. Non lo è, nemmeno se si hanno pochi follower. A maggior ragione se le pagine in cui si scaricano immagini – Instagram in testa – sono quelle dei “soliti noti” a caccia di click. Succede, però, che se da una parte il numero degli accessi lievita fuori misura – e ciò può essere in un certo senso anche motivo di vanto – dall’altra questi vip corrono il rischio di essere insultati per i motivi più disparati. Per le donne, i chili di troppo sono uno dei motivi che possono portare a questo rischio. Poi dipende dallo spirito delle persone e dalla loro capacità di sorvolare con leggerezza, a dispetto del peso, sull’ignoranza delle persone. Perché è più che evidente che l’insulto facile è sintomo di mancanza di cultura oltreché di stile.

Uno dei casi che ha fatto maggiormente discutere nelle ultime settimane è quello di Mariah Carey. Lo scatto “incriminato”, tuttavia, non l’ha postato personalmente sui suoi profili ma è stato diffuso da fan delusi per la sua recente esibizione a Los Angeles. La cantante, decisamente appesantita, è apparsa sul palcoscenico piuttosto goffa nei balletti che accompagnavano le sue canzoni e questo è stato certamente il motivo numero uno della valanga di critiche che le sono piovute addosso.

Ora, con tutta la stima che posso nutrire per la Carey e pur esprimendo senza riserve la mia solidarietà, in qualche modo la ritengo responsabile di tutto il clamore che è nato attorno ai suoi chili di troppo. La mise, infatti, è del tutto inappropriata: un body sgambatissimo e semitrasparente non può che mettere in evidenza una silhouette decisamente over size. Avesse indossato una blusa morbida su una gonna leggera, magari in chiffon, con spacchi laterali la sua “reputazione” sarebbe stata salva. Insomma, se la figura è appesantita meglio non mettere in evidenza i chili in eccesso.

Altri casi, più o meno recenti, hanno esposto alla gogna, diciamo così, donne famose che forse badano meno alla pancia piatta e al vitino da vespa, restando fresche e solari, con un sorriso smagliante e anche un po’ di autoironia che serve a sdrammatizzare e a mettere a tacere le lingue biforcute.


Qualche tempo fa, l’attrice spagnola Vanessa Incontrada è stato oggetto di critiche infuocate, sempre a causa di una linea non perfetta, in occasione dei Wind Music Awards, trasmessi su Rai 1 in diretta dall’Arena di Verona. La bella Vanessa, di fronte agli insulti dei cosiddetti hater, non ha reagito. Ha però ringraziato quanti le hanno manifestato solidarietà, dimostrando di avere, oltre a uno charme decisamente gradevole, lo spirito giusto per affrontare chi non merita poi nemmeno troppa attenzione: l’indifferenza.

In quella occasione, in un tweet indirizzato @VaneIncontrada avevo scritto:

E che dire dei chili presi in gravidanza che si fatica così tanto a mandar giù? Oggetto di insulti per questo motivo è stata la politica Giorgia Meloni, da pochi mesi mamma della piccola Ginevra, immortalata, a sua insaputa, dall’attrice Asia Argento in un locale romano. Qualche rotolino sui fianchi ha scatenato un odio immotivato. Il tweet della Argento è irripetibile (QUI potete leggere un articolo sul “caso” che risale al febbraio scorso) e non c’è nulla che possa giustificare una tale acrimonia, neppure l’avversità politica.
Anche in questo caso la replica non si è fatta attendere anche se quella della Meloni non può essere decisamente definita indifferenza.

Ultimo caso che sta facendo discutere in queste ore è quello di Michelle Hunziker che ha postato sul profilo Instagram una foto di qualche anno fa, che la ritrae mentre allatta la piccola Sole, commentando: «Guardate la bella ciccetta che spunta dal mio pantalone non sapete quanto ne andavo fiera. Era il rimasuglio dei miei 14 chiletti ‘messi su’ orgogliosamente in gravidanza». Guardando la foto, tuttavia, della ciccetta non si vede nemmeno l’ombra e ha fatto bene Selvaggia Lucarelli a replicare sulla sua pagina Facebook: «Non definire “bella ciccetta” quell’impercettibile filo di carne. Quello strato di carne lì è quello che divide ogni donna dalle sue ossa».

Fatta questa riflessione, vado direttamente alla domanda posta nel titolo: quei chili di troppo, dobbiamo proprio nasconderli?

Io direi di no, a patto che ci sia un po’ di buon gusto nell’esibizione. L’abbigliamento di scena della Carey, come ho già detto, è assolutamente inappropriato. Per il resto, la moda curvy sta dimostrando che si può essere belle, affascinanti e appetibili (i maschi, in fondo, preferiscono un po’ di carne nei punti giusti…) anche con un po’ di ciccetta. Quella vera, però.

In ultimo, non dimenticare mai che tutto ciò che viene postato sui social e più in generale sul web, non è ad uso e consumo dei 25 lettori di manzoniana memoria ma è dato direttamente in pasto alla collettività globale che a volte non perdona.

[fonti per il testo e le immagini: 105net, panorama.it, dagospia.com, adnkronos.com]

ASHLEY GRAHAM, LA CURVY TRADITRICE

Il mondo del web – soprattutto le donne con qualche chiletto in più e gli uomini che amano le rotondità – è in fermento: la modella curvy (ma sarebbe meglio dire ex curvy) Ashley Graham nelle ultime foto postate su Instagram è apparsa notevolmente dimagrita. I fan hanno subito gridato allo scandalo… anzi no, al tradimento.

La modella ha rassicurato i followers: spesso è solo questione di punti di vista, un buon selfie può “far perdere qualche chilo”.

Certo è che la povera Ashley, bellissima comunque, è sempre bersaglio di critiche: prima perché ritenuta “troppo grassa”, ora perché “troppo dimagrita”.

Lei, tuttavia, pare non curarsi dei commenti: «Le persone che navigano sulla mia pagina a volte scrivono che devo vergognarmi perché sono troppo grassa, altre perché sono troppo magra. L’importante per me è che a fine giornata io stia bene con me stessa».

Come non darle ragione?

Io non so se trovare la posa giusta faccia fare qualche magia ai selfie, tuttavia tra il PRIMA

ashley4

e il DOPO

graham

a me la differenza appare notevole, tanto da pensare a un po’ di dieta. Il che non sarebbe così disdicevole.

[LINK della fonte, da cui sono tratte anche le immagini]

SE IL TOPLESS IN SPIAGGIA E’ QUELLO DI BIANCA BALTI… CHE ALLATTA

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Ho più volte affrontato il tema dell’allattamento al seno sul mio blog principale (in particolare QUI e QUI). Nell’ultimo post cui rimando sono stati postati molti commenti, tutti favorevoli all’allattamento materno, ma tra questi alcuni non condividevano il fatto di “esibire in pubblico” il seno mentre si allatta. Naturalmente il problema, in questi casi, non è mai la mamma, che considera quel gesto il più naturale del mondo e, quindi, nulla da nascondere; il disagio è, invece, quello di chi, pur senza volerlo, assiste a questo “spettacolo”.

Una polemica del genere è stata recentemente suscitata dalle foto postate sul web da una nota modella italiana, Bianca Balti, mamma di due bambine, l’ultima delle quali, nonostante abbia superato l’anno di età, viene ancora allattata al seno.

La modella ha postato su Instagram delle foto in cui la sua bambina, Mia, è attaccata al seno in spiaggia, in un luogo pubblico. Questo scatto ha attirato le critiche di molte persone, eppure il brelfie (il selfie durante l’allattamento sui social) sembra essere una vera e propria moda nello star system. La Balti non è la prima e neanche l’ultima a mostrarsi con la piccola attaccata al decolleté. Inoltre non vedo dove sia il problema visto che nelle spiagge italiane il topless è diffuso, anche se in minor misura rispetto a un tempo. Quindi, ciò che disturba pare essere non il seno al vento di per sé, quanto il fatto che si “pubblicizzi” una azione che dovrebbe rimanere privata.

In genere, non apprezzo molto che le “dive” postino selfie di continuo sui social, solo per dimostrare quanto sono belle, magre e ben vestite. Trovo che sia puro esibizionismo e non capisco il motivo per cui queste foto ottengano migliaia di “like”. Ma il caso di Bianca Balti è diverso. Vi spiego perché.

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La modella, tempo fa, era stata criticata per aver mantenuto qualche chilo in più dopo la gravidanza (vedi foto in alto). Vi posso assicurare che, nonostante quello non fosse il suo peso forma, avrei voluto che la mia bilancia lo segnasse.
Ora, a distanza di mesi, Bianca è rientrata nella taglia 40 (beata lei!), con qualche sacrificio, sì, ma senza rinunciare all’allattamento. Chi ha un minimo di esperienza in materia, saprà che è molto difficile far scendere l’ago della bilancia finché si allatta un neonato. Mia, però, ha un anno e allattarla non richiede certamente lo sforzo e l’impegno dei primi mesi. Trovo, quindi, che le foto postate da Bianca Balti siano un messaggio positivo in tal senso.

Un altro motivo per cui non ritengo disdicevole il brelfie è che una “voce” autorevole, trattandosi di un personaggio noto, sia sempre utile per incoraggiare le donne ad allattare i bambini. Non dimentichiamo che il latte materno è in assoluto il miglior alimento per un neonato e che l’allattamento al seno dovrebbe essere protratto per almeno sei mesi.

C’è ancora un motivo per cui approvo la decisione della Balti di postare le foto: il fisico bello, tonico, non eccessivamente magro, serve a screditare le voci secondo le quali la gravidanza sia da considerare un demone per le donne che “usano” il proprio corpo per mestiere (spero di non essere fraintesa!).
Sono sempre più le modelle o donne dello spettacolo che non rinunciano alla maternità. E pazienza se fanno un po’ di fatica per smaltire i chili di troppo (la Balti in gravidanza è aumentata di 20 kg, il che mi pare anche eccessivo) o se le curve sono più generose dopo una o più gravidanze. La maternità, in ogni caso, rende ancora più bella qualsiasi donna.

[fonte della notizia Corriere.it da cui è tratta anche l’immagine selfie; altra immagine da questo sito]